Il Comune di Udine: «L'importante è che poi ritorni» L'ordine del ministro Francesco Rutelli rischia di essere eseguito senza eccellere quanto a rapidità. La restituzione ai Musei Civici di Udine della tela del maestro rinascimentale Vittore Carpaccio "Cristo e gli strumenti della Passione" (nella foto) avverrà probabilmente a febbraio e non, come prometteva Rutelli, entro questo mese. Ma il Comune di Udine non ne farà una questione di principio. L'opera, come si sa, era rimasta nelle disponibilità della Soprintendenza ai beni culturali di Venezia - gerarchicamente superiore a quella del Friuli Venezia Giulia, dopo un'esposizione a Illegio e una a Bruxelles, senza più fare rientro nel capoluogo friulano che l'aveva gelosamente custodita per secoli. Il ministro e vicepresidente del Consiglio aveva dapprima rassicurato sulla questione il presidente della Regione, Riccardo Illy, durante la visita dell'esponente governativo ad Aquileia. Poi, con una lettera al sindaco di Udine Sergio Cecotti, Rutelli ha precisato che la restituzione deve avvenire a strettissimo giro di "posta". Tuttavia la soprintendente ai Beni culturali di Venezia, Giovanna Nepi Scirè, spiega che la tela del Carpaccio è stata sottoposta a restauri accurati costati 12mila euro pagati dal comitato statunitenseSave Venice e che, a questo punto e dopo la spesa, si vuolealmeno utilizzare il sacro dipinto per una prossima mostra alle Gallerie dell'Accademia. Il Comune di Udine è laconico: «Abbiamo aspettato tanto che l'opera del Carpaccio fosse restituita alla città - è un commento rilasciato nella serata di ieri - e quindi non sarà un problema se aspettiamo ancora qualche settimana. L'importante è cheeffettivamentela tela ritorni in Friuli, sua sede storica». Nessuna rassegnazione, insomma, ma piuttosto una dimostrazione direalpolitik di fronte alla necessità di conseguire il risultato finale.