PIANO UNESCO. Come far sopravvivere le bellezze darte. Smog e turisti vere minacce ai monumenti -------------------------------------------------------------------------------- Centododici pagine per disegnare il futuro di Firenze città patrimonio dellumanità, ma anche per ribadire che è "minacciata". Da un flusso turistico indiscriminato, dallinquinamento che potrebbe distruggere arte e architettura che la rendono unica al mondo. Dice anche questo il «Piano di gestione del centro storico di Firenze», redatto dallUfficio centro storico patrimonio mondiale Unesco del Comune di Firenze, seguendo le indicazioni dellorganismo dellOnu. Non solo elementi negativi, anzi. Ci sono le opportunità: una «nuova organizzazione di mobilità, parcheggi e segnaletica stradale», passando dal «potenziamento dei bus elettrici, la razionalizzazione delle risorse per la conservazione dei monumenti e la grande ricchezza del volontariato culturale». Ci sono i punti di forza, come la «forte identità culturale, lartigianato di qualità, il grande patrimonio storico-artistico e la straordinaria presenza di risorse umane per restauro e conservazione». Ma, a pagina 67, si parla chiaramente di «minacce» per la città. «Questo patrimonio è quotidianamente esposto a varie minacce e fattori negativi che rischiano di far perdere alla città il suo prestigio e carisma e che impongono allamministrazione la ricerca di strumenti mirati di manutenzione e lelaborazione di specifiche strategie di intervento - si legge nel piano - I problemi della mobilità e dellelevato utilizzo dei mezzi privati per gli spostamenti quotidiani comportano la congestione del traffico ed elevati tempi di percorrenza in entrata e in uscita dalla città. Incoraggiare l 'utilizzo dei mezzi pubblici, investire nel potenziamento della rete di trasporto ed incentivare lacquisto e limpiego di vetture ecologiche permette, non solo, di ridurre il traffico urbano ma anche di risolvere un altro problema cruciale: linquinamento acustico ed atmosferico. Il degrado ambientale, se non affrontato tempestivamente, può incidere negativamente sullimmagine di Firenze rendendo il Centro Storico meno vivibile». Il rischio è, spiega sempre lUnesco di un «impoverimento del patrimonio artistico per inquinamento e mancata manutenzione». «Non si tratta - ha spiegato Mario Lolli Ghetti, direttore per i beni culturali e paesaggistici della Toscana alla presentazione del Piano - di un documento cogente ma di un piano di indirizzo che potrà essere recepito, in tutto o in parte, nei vari strumenti urbanistici che il Comune andrà ad adottare. Il suo scopo principale è stato quello di portare allattenzione del Comune sofferenze e punti di forza del centro». Il Piano tiene conto e sottolinea alcuni dei progetti di valorizzazione del centro storico, come il recupero di piazza Santa Maria Novella, i percorsi del Grande Boboli e del Principe, la Città del restauro. «Il piano - ha osservato Dario Nardella, presidente della commissione cultura del Comune, che ha presentato il Piano assieme ad Antonio Paolucci, Francesco Margiotta Broglio e Maria Luisa Stringa dellUnesco - ci permetterà di studiare con attenzione limpatto delle politiche di trasformazione urbanistica rispettando il contesto storico, architettonico e paesaggistico»