L'organismo internazionale garantirà tutela e sviluppo. Mantova patrimonio dell'Unesco sarà un'opportunità per valorizzare il proprio patrimonio storico, artistico e paesaggistico, e incrementare i flussi turistici, oppure sarà un modo per imbalsamare la città e bloccare il suo sviluppo urbanistico? Alla domanda risponde Manuel Roberto Guido, responsabile dell'ufficio Unesco del ministero per i beni culturali: «Certamente - premette - far parte dei siti Unesco è un fatto dì grande prestigio in Italia e all'estero, e non introduce più vincoli di quanti già non siano attivi». In pratica, la conservazione del patrimonio culturale e monumentale di Mantova e la sua valorizzazione passerà ancora attraverso le norme già in vigore (piano servizi, leggi regionali e statali); i mantovani avranno un obbligo morale in più a farli rispettare perché saranno sot to gli occhi del mondo. «Se qualche privatonon rispettasse i vincoli - spiega Guido -, se il Comune autorizzasse a costruire dove non si può, sarebbe la sollevazione dell'opinione pubblica mondiale a indurii a recedere». Sarà il piano di gestione, a cui i sei enti firmatari lavoreranno da qui a fine anno, a dare le dritte: in esso verranno coordinate tutte le attività di tutela, conservazione e valorizzazione in atto e in programma sia a Mantova che a Sabbioneta. «Gli strumenti di tutela già esistono -precisa Guido -; se, però, ci rendessimo conto che sono deboli, potremmo intervenire attraverso il Comune e il ministero per migliorare i vincoli. L'idea - insiste - non è di imbalsamare la città ma di conservarne la qualità. I futuri interventi urbanistici dovranno èssere compatibili con lo standard di qualità che vanta Mantova. Insomma, tutti gli enti interessati si attiveranno affinché le trasformazioni previste non comportino un peggioramento della qualità urbana: tutto ciò comporterà anche dei no a qualcuno, ma è importante per gli stessi cittadini un'attenzione massima al contesto in cui si edifica». La Mantova candidata a sito dell'Unesco è quella storica, compresa tra i lungolaghi, via Conciliazione, San Sebastiano, Fiera Catena (la parte non di nuova edificazione) e la zona di Palazzo Te con i campi di calcio «centrali». Accanto al centro storico di Mantova sarà creata una «zona tampone», che racchiuderà le aree intorno ai laghi (comprendente Cittadella, le future lottizzazione di Te Brunetti, Lagocastello e monsi-gnor Martini e la sistemazione di Porta Cerese) in cui si dovrà costruire rispettando il contestò: «Intorno ai laghi -precisa Guido - l'Unesco chiederà di tutelare il bene paesaggistico rispetto a impatti visivi negativi».
MANTOVA: Non metteremo altri vincoli
L'Unesco ha dichiarato Mantova patrimonio dell'umanità, garantendo tutela e sviluppo. Il patrimonio storico, artistico e paesaggistico della città sarà valorizzato e i flussi turistici aumenteranno. Tuttavia, ciò potrebbe anche comportare vincoli di sviluppo urbanistico. Il responsabile dell'ufficio Unesco del ministero per i beni culturali, Manuel Roberto Guido, afferma che la conservazione del patrimonio culturale e monumentale passerà attraverso le norme già in vigore. I mantovani avranno un obbligo morale in più a far rispettare i vincoli. Il piano di gestione, che verrà elaborato da fine anno, coordinerà le attività di tutela, conservazione e valorizzazione.
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