Mantova e Sabbioneta, le città dei Gonzaga, si candidano ad un posto nella lista del patrimonio mondiale dell'Unesco, accanto ai 41 siti italiani e agli 830 sparsi in tutto il mondo. Sul piatto mettono le loro bellezze monumentali e ambientali, le atmosfere rinascimentali ricreate da palazzi, chiese e giardini, la volontà delle Amministrazioni pubbliche di puntare alla conservazione come volano per il turismo, senza pregiudicare lo sviluppo del territorio che sta attorno. Il primo passo è stato compiuto ieri con la firma del protocollo tra vari enti per la stesura del «piano di gestione». Sarà, questo, lo strumento tecnico per l'azione di salvaguardia del patrimonio, per la promozione culturale e la valorizzazione economica del sito che sarà presentato all'U-nesco. I soggetti che hanno sottoscritto l'accordo sono i Comuni di Mantova e Sabbioneta con i rispettivi sindaci Fiorenza Brioni e Antonio Beccari, il ministero per i beni culturali con il sottosegretario Danielle Mazzonis, la Regione Lombardia con l'assessore alle culture Zanello (ieri a rappresentarlo c'era il vice presidente del consiglio regionale, Enzo Lucchini), la direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia con il sovrintendente Carla di Francesco, la Provincia di Mantova col presidente Maurizio Fontanili. «Essere inseriti nell'elenco dei siti patrimonio dell'umanità non è l'acquisizione di un semplice titolo nobiliare» ha ammonito il sindaco della città, Brioni, durante la cerimonia della firma avvenuta nella sua sala giunta; «significa - ha aggiunto - essere disposti a conservare il patrimonio, unico e irripetibile, elemento di riferimento per l'identità dell'intero paese, di cui disponiamo. Un impegno importante sia per le amministrazioni che per le comunità. Essere tutelati dall'Unesco significa avere la garanzia affinché il moderno dialoghi con l'antico senza compromettere le nostre bellezze». In-somma, uno strumento per evitare, quelle «distrazioni che negli ultimi anni ci sono state sul nostro territorio» e per «consegnare alle future generazioni questo patrimonio dell'umanità ottimamente conservato e valorizzato». E. primo cittadino di Sabbioneta, Beccari, nel suo intervento ha parlato del protocollo come di «prima tappa lungo una strada in salita» ma di cui «ora si intravede il traguardo». Accanto ai Comuni ci sarà, come ha confermato il sottosegretario Danielle Mazzonis, il ministero per i beni culturali: «Sono convinta - ha detto - che saremo in grado di far valere questa doppia candidatura di Mantova e Sabbioneta che rappresenta un'opportunità per valorizzare un intero territorio». Ha negato, però, il sottosegretario, che essere patrimonio mondiale dell'Unesco significhi diventare una città imbalsamata: «A Mantova -ha detto - bisognerà costruire con grande ragionevolezza, come è sempre stato fatto. Mantova merita questa candidatura, che non fermerà il suo sviluppo ma le darà un'ulteriore valorizzazione». E Fontanili ha ricordato che oltre alle città «bisogna salvare il fondale del Po, l'aria e l'intero territorio»; Lucchini ha sottolineato che l'Unesco «garantirà, nella tutela, lo sviluppo e la vivibilità dei siti».