CRISI Excelsior e Mignon chiuderanno i battenti Che cosa sta succedendo ai cinema di Milano? Più o meno quello che succede ai milanesi: «spaventati» dai prezzi troppo alti del centro cercano condizioni più favorevoli di vita in periferia, quando non addirittura in provincia. Ma siccome per i cinema è un po' più difficile traslocare, allora le sale del centro chiudono e ne aprono di belle nuove nei quartieri periferici. È successo con l'Europlex della Bicocca, succederà nei prossimi giorni con l'Uci di Quarto Oggiaro, potrebbe succedere nel giro di un anno o due ad Assago. Mentre in centro, dopo la mancata riapertura settembrina del Nuovo Arti, si annuncia per la primavera la chiusura di Excelsior e Mignon. Nuove aperture e nuove chiusure. I segnali sembrerebbero contraddittori. Gli incassi di Milano città, dopo inflessione nazionale del 2005 stanno lievemente salendo: è venuto a mancare il pubblico della cintura, «fermato» da una barriera di multiplex che soprattutto nella zona nord-ovest hanno cinto d'assedio la città, ma l'Apollo con le sue cinque sale, l'Orfeo con le sue tre e soprattutto Europlex con i suoi diciotto schermi hanno bloccato l'emorragia di pubblico. Dimostrando, biglietti alla mano, che il cinema è ancora un divertimento che tira. E allora perché queste chiusure? La spiegazione più evidente è di tipo economico. Se in tempi di affìtti abbordabili, tutte le sale cercavano un posto in centro, anzi addirittura in corso Vittorio Emanuele e dintorni, adesso, con il mercato immobiliare alle stelle, ecco che i conti economici dei singoli cinema non tornano più. Ma è anche vero che questa «crisi» è stata amplificata da quella che sembrava la soluzione più a portata di mano: sostituire i cinema con negozi commerciali. In questo modo si è risolto il problema di qualche immobiliarista, non certo quello del centro cittadino perché questa trasformazione a tappe forzate ha finito per fare dell'area tra San Babila e il Duomo una specie di zona schizofrenica: popolatissima negli orari di apertura dei negozi, deserta di sera e la domenica. Accentuando la crisi dei cinema. Ma non solo, perché con i locali che spengono le insegne in centro è tutto il cuore di una città che si ferma. Trasformando così un problema commerciale in un ulteriore ostacolo alla rinascita della città.