L'ordine è partito direttamente da Rutelli dopo la lettera inviatagli da Cecotti con la quale il sindaco denunciava le manovre dilatorie da parte della soprintendenza lagunare Entro dicembre la tela dovrà tornare ai musei udinesi ma Venezia sembra ancora decisa a resistere La tela del Carpaccio tornerà a Udine. Con grande soddisfazione dei friulani, il ministro per i beni culturali, Francesco Rutelli, ha disposto il rientro del "Cristo e gli strumenti della passione" nei civici musei cittadini. L'opera dovrà essere restituita da Venezia entro dicembre. Così recita la nota del gabinetto del ministro che dovrebbe mettere fine alla querelle scoppiata con la direzione delle Gallerie dell'Accademia che, approfittando di un prestito, ha trattenuto la tela per sottoporla a intervento di restauro. Il condizionale è d'obbligo visto che la soprintendente Giovanna Nepi Scirè è pronta a rispettare il volere del ministro ma quando dice lei. Tant'è che dalla città lagunare manda a dire: «La tela sarà restituita, ma non a dicembre. Lo faremo a febbraio dopo averla esposta al pubblico assieme ad altre opere del Carpaccio». Vittore Carpaccio (1465-1526), veneziano, è esponente di spicco della pittura del Rinascimento, allievo di Bellini e in contatto con Mantenga e Antonello da Messina. Realizza "Cristo e gli strumenti della passione" (62 cm x 160) nel 1496 per la chiesa udinese di San Pietro Martire, dove la tela rimane fino agli inizi dell'800. L'opera rappresenta Cristo sullo sfondo di un drappo rosso con quattro angeli che reggono i simboli della Passione. Nel paesaggio i critici individuano il castello di Udine. Requisita e trasferita all'Hotmuseum di Vienna nel 1838, la tela viene restituita allo stato italiano nel 1919, destinata alle Gallerie dell'Accademia di Venezia che la concedono ai musei di Udine a titolo di deposito. Ai musei civici l'opera rimane fino al 2005, quando è concessa in prestito alla mostra Mysterium di Illegio e poi ai musei reali di Bruxelles, da dove rientra a Venezia, ma non viene restituita a Udine. A poche settimane dalla visita ad Aquileia, il ministro, ha mantenuto la promessa e ha disposto la restituzione dell'opera a Udine. Ora resta da capire quando effettivamente l'opera del Carpaccio tornerà nella pinacoteca del Castello visto che la soprintendente speciale al polo museale veneziano continua a temporeggiare. Sta prendendo tempo per non restituire entro la fine dell'anno l'opera come stabilito da Rutelli E così il caso resta aperto. Eppure la lettera indirizzata dal direttore generale per i beni culturali e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia, Ugo Soragni, al sindaco Sergio Cecotti, arrivata ieri mattina a palazzo D'Aronco, parla chiaro: «Le comunico che il capo di Gabinetto del ministro per i beni e le attività culturali ha disposto, con nota in data 21 novembre scorso, il rientro dell'opera presso i Musei civici di Udine entro il mese di dicembre». La missiva ha tranquillizzato il primo cittadino che solo pochi giorni fa aveva sollecitato l'intervento del ministro e lamentato il fatto che non era stato consentito alla direzione dei musei udinesi di visionare la tela al rientro dalla mostra "Mysterium" e tanto meno all'interno del laboratorio di restauro. Nel plaudere all'iniziativa del ministro e nel ringraziare in primis l'arcivescovo, Pietro Brollo, l'onorevole della Margherita, Ivano Strizzolo, e il governatore Riccardo Illy, perché si sono prodigati per far restituire il dipinto alla città, Cecotti non immaginava certo che solo poche ore dopo sarebbe stato costretto a registrare una nuova presa di posizione della soprintendente di Venezia. Giovanna Nepi Scirè, infatti, fa spallucce all'ordine del ministro e continua a pretendere di voler dire l'ultima parola sui tempi di restituzione. «La tela - sostiene la soprintendente - è stata restaurata a spese del comitato americano "Save Venice" e sarà esposta, assieme ad altre opere del Carpaccio, in una piccola mostra che allestiremo nelle Gallerie dell'Accademia fino a fine febbraio. Solo alla chiusura della mostra l'opera tornerà a Udine». La soprintendente veneziana, insomma, è pronta a "obbedire" al ministro, ma non nei termini fissati a Roma. «Il restauro a cui è stata sottoposta l'opera - motiva - è costato circa 12 mila euro. Oltre alla ripulitura e foderatura della tela, abbiamo disinfestato anche il telaio». Un buon motivo, a suo dire, per prorogare la permanenza del dipinto a Venezia a scapito del pubblico friulano che da mese si è movimentato per riaverla. La posizione della Nepi Scirè rischia di sollevare un nuovo polverone su una vicenda formalmente chiusa. Non a caso Soragni sottolinea che, di fronte a un'ingiunzione del ministro, la soprintendente dovrà assumersi le proprie responsabilità se non restituirà la tela entro dicembre.
Carpaccio, il ministro ordina l'immediata restituzione
Il ministro per i beni culturali, Francesco Rutelli, ha disposto il rientro del dipinto "Cristo e gli strumenti della passione" di Vittore Carpaccio nei civici musei di Udine entro dicembre. L'opera, che è stata trattenuta a Venezia dalla direzione delle Gallerie dell'Accademia, dovrà essere restituita dopo essere stata esposta al pubblico assieme ad altre opere del Carpaccio. La soprintendente di Venezia, Giovanna Nepi Scirè, ha espresso una posizione contraria, affermando che la tela è stata restaurata a spese del comitato americano "Save Venice" e sarà esposta nelle Gallerie dell'Accademia fino a fine febbraio.
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