Le sere e le notti di Ortigia non sono fatte di quel passeggio estivo leggero e un po' frivolo che contraddistingue questa stagione dalle nostre parti. Puoi star lì a giudicarlo come vuoi, a far paragoni con angoli altrettanto incantevoli, come Taormina, con scenari suggestivi, con bellezze naturali e artificiali che mozzano il fiato. Più del caldo afo-so. Ma qui senti nell'aria che c'è qualcosa di diverso, Il passeggio ha un sapore più antico, più elegante, più riflessivo. Le serate si riempiono di turisti, di visitatori, di curiosi. E di contenuti. Magia di Ortigia, capitale dell'isola felice di Siracusa, in quest'estate che fa segnare qui dati sostanzialmente in controtendenza rispetto al resto della Sicilia. Se altrove si vivacchia, qui si vive. E se altrove, un po' dovunque, la forza del turismo si misura tra tabelle del mare pulito, tariffe di alberghi e bar, servizi offerti, grandi eventi musicali che cominciano e finiscono nell'arco di una sera o di due ore, qui a Siracusa la pazienza, la perseveranza, la programmazione, hanno fatto nascere una scia lunga e felice. Che trae la sua essenza stessa ed il suo successoria spunti a forte tinte culturali. Non per caso le rappresentazioni classiche, Ortigia festival, mostre d'arte, i Caravaggio a confronto, convegni e conferenze di livello internazionale, sono finite sui principali quotidiani nazionali. Tutti ne parlano. Al punto che se chiedi all'instancabile assessore regionale ai Beni culturali, Fabio Granata, quanto il successo turistico di Siracusa debba o possa essere rapportato a questa esplosione di manifestazioni ed eventi, lui fatica a nascondersi. «Potrei dire per un buon 90, ma forse esagero, preso dall'entusiasmo visto quel che stiamo facendo. Certo, credo che qui più che altrove per una serie di circostanze abbia un senso parlare di turismo culturale». Non esagera Granata, che vola tra il Satiro esposto a Mazara, l'Antonello da Messina strappato agli americani, i mosaici del Tellaro inaugurati a Noto. Non esagera l'assessore, che, anzi, guadagna consensi e conferma che, talvolta, il decidere di non decidere aiuta. Nel senso che quando fu varato il governo Cuffaro, si discusse a lungo sulla necessità di unificare gli assessorati al turismo e quello ai beni culturali. Ovvio, dal momento che da noi turismo dovrebbe essere cultura e cultura potrebbe essere turismo. Se ne discusse, ma non se ne fece niente. E, oggi, dati e riscontri alla mano, pur con qualche riserva legata al fatto che qualcosa andrebbe unificata nella operatività dei due settori, Mimmo Mirabella, direttore dell'azienda autonoma turismo di Siracusa, può gongolare. «Il dato positivo delle presenze turistiche nella nostra provincia - spiega -non può non essere collegata alla grande esplosione degli eventi culturali. L'assessore Granata sta lavorando in maniera egregia, ma quel che ci preme di più è che ha trovato una strategia operativa che favorisce decisamente il turismo delle aree interessate dagli eventi. Basti pensare che sia qui a Siracusa, che a Taormina, l'assessorato delega alle aziende turistiche lo sviluppo di alcuni eventi, lavorando in splendida sinergia». Un dato che qui a Siracusa ha portato, appunto, alla crescita di presenze negli ultimi tre anni di turisti provenienti da tutta la Sicilia, da tutta l'Italia e da mezzo mondo. Un trend che ha fatto crescere, finalmente, anche l'offerta di servizi e di strutture per l'ospitalità. Impressionante il dato dei BedBreakfast: erano 9 nel 2001, 25 nel 2002, quest'anno siamo già oltre 30. Un aspetto positivo, perché ha consentito, anche, di recuperare alcune strutture che erano abbandonate. Ma anche su questo Mirabella avverte: «Vanno benissimo BB, ovviamente, però bisogna stare attenti alla qualità dei servizi offerti e ai prezzi. Proprio adesso che viviamo questo passaggio felice, bisogna evitare scivoloni, cose che nel passato hanno compromesso l'immagine del turismo siciliano nel mondo». Il problema è che qualche BB offre buoni servizi ma con prezzi un po' alti, gli stessi, all'incirca, che fanno alberghi a tre stelle con piscina. Insomma, bisogna fare in modo di non cadere nella tentazione di far quattrini ora e basta. Anche perché la crescita è davvero generale. Sta per riaprire di fronte al mare il prestigioso Hotel Des Etrangers, cui seguirà, presto, il Miramare.Tra Fontane Bianche e Arenella pronto a decollare il villaggio turistico. Insomma il turismo va avanti, frutto di una autentica rete costituita da amministrazione comunale e provinciale, Apt Azienda Turismo, Regione. Ma anche da soggetti come l'Assindustria, da dove il presidente Ivan Lo Bello ha capito immediatamente che bisognava saldare la forza del territorio, il tessuto economico, quello culturale. Ortigia festival è un po' la sintesi di questo progetto, che, per esempio, si riflette di giorno sui solarium che finalmente hanno restituito la fruibilità del mare di Ortigia in maniera organizzata ed elegante. Perché sino a qualche anno fa quest'isola felice sembrava aver tutto. Tranne il mare. Essere ripartiti da qui non è mica male.
Siracusa, la cultura del turismo è qui
Siracusa, capitale dell'isola felice di Siracusa, sta vivendo un'estate particolare, con un aumento significativo delle presenze turistiche. Il turismo culturale è un fattore chiave di questo successo, con eventi come Ortigia Festival, mostre d'arte e rappresentazioni classiche che attirano visitatori da tutta la Sicilia, l'Italia e il mondo. L'assessore regionale ai Beni culturali, Fabio Granata, riconosce l'importanza di questo fenomeno, che ha portato a una crescita significativa dell'offerta di servizi e strutture per l'ospitalità. Tuttavia, è necessario evitare scivoloni e garantire la qualità dei servizi offerti, altrimenti il turismo siciliano potrebbe compromettersi.
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