Con le installazioni, aumentano i visitatori di Palazzo Reale Il comitato scientifico degli Annali chiede di far diventare la città sede di appuntamenti fissi: mostre, focus e dibattiti Pio Baldi, direttore della Darc "Appoggiamo liniziativa, noi abbiamo bisogno di divulgare: lautoreferenzialità è un errore" Gli Annali dellArchitettura non hanno scelto questo nome per caso. Il comitato scientifico di architetti che organizza da qualche anno le manifestazioni ha un sogno: eleggere Napoli a nuova capitale di un appuntamento fisso di mostre, focus e dibattiti intorno allarchitettura. Di questa intenzione hanno parlato al direttore della Darc, la direzione generale per larchitettura e arti contemporanee del ministero Beni culturali, Pio Baldi, venuto a visitare il pacchetto di mostre in corso a Palazzo Reale ("20.06 Overview per larchitettura italiana"; "Learning from South" e "Paesaggi Urbani del Mediterraneo"). Ha visitato il "tunnel della creatività" con Marco Casamonti, direttore scientifico degli Annali. Napoli può avere la sua Biennale, alla maniera di Venezia? «Considerato che cè stata una sezione dedicata al Sud - dice Benedetto Gravagnuolo, presidente di Annali - perché non farci anche noi stessi promotori in proprio, con la storia che abbiamo?». Occorrono risorse, ma Baldi non è contrario: «Qui ci sono molte belle idee. Le mostre di questanno sono poco specialistiche? Ne sono ben felice, divulgativo è un complimento, larchitettura soffre di autoreferenzialità e questo la isola. Prendiamo "20.06": è lidea di sviluppare dei progetti in territori contigui a Napoli ma con un alto grado di realizzabilità e fattibilità economica. Trovo interessanti, ad esempio, le proposte su Castellammare di Stabia. Cè una tendenza generale a riscoprire il mare come risorsa paesaggistica e fonte di sviluppo. Ciò che serve per Napoli è un legame con sindaci e imprenditori». Laltra faccia della Biennale è quella che forse Napoli potrebbe candidarsi a ospitare. Non solo proposte o filosofia del progetto, ma un laboratorio vivo non fine a se stesso. «La Darc appoggia liniziativa, oltretutto ha aumentato i visitatori di Palazzo Reale, che sono certo torneranno anche quando limpianto delle mostre non ci sarà più. Quanto ai contenuti, le idee sono importanti, ma serve anche la realizzabilità, che Venezia non sempre dimostra». Per vedere le mostre, alle quali si aggiunge un cubo di Multiplicity, progettato da Stefano Boeri e il suo gruppo di studio sulle grandi storie raccontate dai media sugli scandali dellinquinamento ambientale. Fino alla fine di dicembre, negli ambulacri di Palazzo Reale. (s. cer.)