Cento volontari per riaprire le chiese San Lorenzo, scatta lorario continuato "Così potremo evitare la chiusura in molti siti del Centro Storico" Protagonisti "custodi", che concilieranno il presidio e il ruolo di guida culturale Loperazione resa possibile attraverso i fondi dell8 per mille stanziati dalla Cei per i corsi agli "aspiranti ciceroni" La cattedrale di San Lorenzo aprirà anche nella pausa pranzo, dalle 12 alle 16. E poi si schiuderanno finalmente i portali di San Torpete, Santi Cosma e Damiano, in piazza San Giorgio. E dellOratorio di SantAntonio Abate delle Fucine. Finora chiusi per la maggior parte della settimana. Genova riconquista i suoi tesori dellarte e li offre finalmente ai turisti e, ovviamente, ai fedeli. Tutto merito di un manipolo di "custodi volontari", che si "diplomeranno" il 19 dicembre al Museo Diocesano. LUfficio Beni culturali della Curia e lassociazione culturale GenovArte hanno organizzato un progetto pilota, un corso partito lo scorso 14 novembre per equipaggiare, non solo culturalmente, una truppa di volenterosi grazie ai quali le chiese del centro storico potranno aprirsi di più. Cè anche San Pietro in Banchi, nel progetto, che però, già da diversi anni, garantisce lapertura continuata (anche nella pausa pranzo), grazie al contributo del Centro Banchi creato da monsignor Marco Granara. E, nelle ultime settimane, si è aggiunta anche la chiesa di San Siro, aperta tutto il giorno, ma tristemente balzata nelle pagine di cronaca nera per i ripetuti roghi, che hanno messo a repentaglio il suo patrimonio di affreschi, sculture e tele. «Da soli, non ce la facciamo a tenere aperte le chiese del centro storico - spiega don Giorgio Venzano, responsabile dei Beni Culturali della Curia - dalla sicurezza alloggettiva mancanza di personale, la presenza e il lavoro dei custodi volontari garantirà laccesso a luoghi che altrimenti dovremmo chiudere e basta. Anche la cattedrale è stata inserita nel progetto, sarà aperta anche dalle 12 alle 16, orario nel quale adesso è inaccessibile». In centottanta si sono presentati, per seguire il corso finanziato dalla Cei, con i fondi dell8 per mille (15.000 euro). Solo 100, per motivi logistici di capacità delle aule al museo Diocesano, sono stati ammessi alle lezioni. Che si svolgono ogni martedì, per due ore. E tra i professori ci sono alcuni tra i migliori storici dellarte genovesi, ma anche Alice Rolando, funzionario dellUfficio prevenzione generale della questura: «Per spiegare a chi si prepara a un compito così delicato, in una zona delicata - dice don Venzano - quali siano le regole base per la sicurezza personale e delle opere». Perché a tormentare la Curia e le sue chiese del centro antico non ci sono solo i furti notturni, ma minacce e delinquenza diurna. «A gennaio faremo una serie di visite guidate alle chiese coinvolte nel progetto - spiega Serena Lattanzi, responsabile dellassociazione GenovArte, un gruppo di giovani laureati con esperienza di volontariato nei luoghi di culto genovesi - e stiamo già raccogliendo le preferenze per orari e tempi in cui i volontari potranno esercitare il loro contributo». Lo stormo di angeli custodi del patrimonio e dei luoghi della fede quasi inaccessibili diventerà operativo dal prossimo febbraio. Gli allievi del corso hanno, per la maggior parte, unetà intorno ai 50 anni, maschi e femmine sono quasi in numero equivalente. Nutrita anche la presenza di giovani, incoraggiata dalla convenzione con il corso di laurea in Beni culturali dellUniversità di Genova, per cui il corso vale credito formativo. A tenere le lezioni, Franco Boggero (funzionario della Soprintendenza Beni artistici), i professori universitari Colette Bozzo Dufour, Lauro Magnani, Giovanna Rotondi Terminiello. Per la Curia, monsignor Ruggero Della Mutta e don Giuseppe Perlenghini. Per il Centro Banchi, monsignor Marco Granara e Domenico Ricci. Alfredo Preste, del Centro studi confraternite "Casareto". E il responsabile Beni culturali della Curia, rilancia: la figura del "volontario custode" dovrà, prima o poi, perdere laggettivo. «Fino a cinquantanni fa - dice don Venzano - cerano molti più sacerdoti e poi le chiese avevano più persone che si prendevano cura dei fedeli e della buona conservazione delle opere darte, e di fede, custodite. Adesso i tempi sono cambiati: ma il volontariato arriva fino a un certo punto, le persone devono diventare personale della chiesa, anche con una retribuzione». La domanda per attingere ai finanziamenti della Cei per il progetto, anche il prossimo anno, è già stata inoltrata, non solo potranno essere "recuperati" gli ottanta aspiranti angeli custodi in esubero di questanno, ma la garanzia di buona fruibilità del patrimonio storico artistico e culturale di Genova diventerà ancora più capillare.