Continua la mobilitazione delle associazioni ambientaliste contro il via libera al progetto: coinvolta l'Unesco, nuovo esposto alla Procura Il consiglio nazionale di Legambiente ha deciso di fare ricorso al Tar contro la decisione del Comitatone che ha dato il definitivo via libera al Mose. «Un ricorso inevitabile - ha spiegato il presidente dell'associazione ambientalista, Roberto Della Seta - vista l'assoluta mancanza di una valutazione di impatto ambientale e il parere nettamente contrario del Comune di Venezia». Legambiente, che ha definito il Mose «un progetto sbagliato, che non risolve ma aggrava i problemi di acqua alta», e che ha polemizzato per l'accantonamento a priori dei progetti alternativi presentati dal Comune, fonderà il suo ricorso sul contrasto del progetto con le norme urbanistiche del Comune, col Piano d'area della laguna (Palav), con le leggi nazionali e le direttive europee sulla Via e sulla tutela dei Siti di interesse comunitario. In sede locale, intanto, tutte le associazioni ambientaliste veneziane hanno invitato l'Unesco a mobilitarsi ricordando che Venezia e la laguna fanno parte dei 41 siti inseriti nel patrimonio mondiale, ma «che tale delicato ambiente sta per venire irrimediabilmente devastato dai lavori per il Mose». Cristina Romieri, infine, a nome dell'Associazione Vegetariana Italiana ha inviato alla Procura della Repubblica un'integrazione all'esposto contro il Mose già presentato da Giampaolo Pamio (Lipu) e Michele Boato (Ecoistituto), commentando la nota con la quale la presidente del Magistrato alle Acque, Maria Giovanna Piva, ha risposto alla Soprintendenza ai Beni ambientali e architettonici che chiedeva spiegazione su cantieri mai autorizzati dalla Soprintendenza stessa e dalla Commissione di salvaguardia. La Romieri ha fatto presente che le aree di cantiere previste dal Progetto defintivo erano diverse da quelle poi realizzate, che la localizzazione dei cantieri di prefabbricazione dei cassoni di alloggiamento delle paratoie è stata modificata rispetto alla Via nazionale con una Via regionale, senza la preventiva autorizzazione del Ministero dell'Ambiente, della Soprintendenza, della Commissione di Salvaguardia, che infine si è realizzata una piarda - banchina a Malamocco che si è creduto di sanare a posteriori con una Valutazione d'incidenza ambientale che non comporta pubblicazioni, informazione pubblica, possibilità di osservazioni da parte degli enti locali.
Legambiente presenta ricorso al Tar contro il Mose
Il Consiglio Nazionale di Legambiente ha deciso di fare ricorso al Tar contro la decisione del Comitatone che ha dato il via libera al Mose. L'associazione ha definito il progetto sbagliato e ha polemizzato per l'accantonamento a priori dei progetti alternativi presentati dal Comune. Legambiente fonderà il suo ricorso sul contrasto del progetto con le norme urbanistiche del Comune, con le leggi nazionali e le direttive europee. Inoltre, tutte le associazioni ambientaliste veneziane hanno invitato l'Unesco a mobilitarsi per la tutela del patrimonio mondiale di Venezia. L'Associazione Vegetariana Italiana ha inviato un'integrazione all'esposto contro il Mose alla Procura della Repubblica.
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