Sono 335 ettari di proprietà dell'Enel. Il sindaco Carai vorrebbe integrarla con l'area archeo-naturalistica: «Ne ho parlato a Rutelli» L'area del Wwf è chiusa da oltre un anno. Il comune di Montalto: la gestiamo noi Sos per l'oasi naturalistica di Vulci, uno dei posti più affascinanti e incontaminati della Tuscia viterbese, chiusa da oltre un anno. Sulla questione interviene il sindaco di Montalto di Castro, Salvatore Carai, che propone venga assegnata al Comune costiero che la integrerebbe con il parco archeo-naturalistico che confina in più punti proprio con i 335 ettari di terreno, di cui è proprietaria l'Enel, affidati a suo tempo al Wwf per creare e gestire un angolo naturalistico tra i più belli della Maremma laziale. Il primo cittadino è convinto che ipotesi progettuali in grado di rilanciare azioni e interventi di valorizzazione, si potrebbero concretizzare in breve tempo. Di più: è stato lo stesso Carai a esporre il caso, nel corso della recenete visita, al vice premier, nonché ministro per i Beni e le attività culturali, Francesco Rutelli, che non ha taciuto né interesse né ogni consentito impegno a verificare quale soluzione immaginare per rendere fruibile l'area. L'abbandono, d'altra parte, sta creando non pochi motivi di preoccupazione. Proprio qualche settimana fa, infatti, nella zona d'accesso all'oasi è divampato un incendio (non si se d'origine dolosa o meno) che ha mandato in cenere vegetazione e alberi d'alto fusto. «E' da tempo che l'oasi è chiusa. Il motivo? Si dice - spiega Carai - non ci sono fondi adeguati alla sua gestione, amche se le notizie in merito sono diverse e comunque contraddittorie. Quel che è certo è che è stata per molto tempo è stto un punto di rilievo del patrimonio natualistico e ambientale di questa porzione di Maremma. Ed è per questo che ho investito del problema anche il ministro Rutelli. Una soluzione? Credo che se venisse data in gestione al Comune si potrebbero elaborare progetti finalizzati alla sua piena, anche per evitare che l'incuria la divori e alla fine la distrugga». L'oasi naturalistica, è stata costituita utilizzando un bacino artificiale creato dall'Enel, negli anni Venti, lungo il corso del fiume Fiora, e si sviluppa nei comuni di Canino e Montalto di Castro e, per un piccola parte, lamvìbisce il territorio del comune di Manciano (Grosseto). Al suo interno c'è una diga Enel che ha creato una zona umida dove si estende un bosco ripariale. L'oasi, istituita nel 1982 con una superficie di oltre 300 ettari, offriva ai visitatori alcuni percorsi-natura con punti di osservazione dell'avifauna. Si effettuavano al suo interno anche inoltre visite guidate ed attività didattiche.