Crespi, presidente Fai, lancia un ultimatum a Cuffaro. Mancanza dell'organico di gestione ha causato una stagnazione dell'attività Un recente dibattito che ha avuto per protagonisti il presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, e la presidente del Fondo Ambiente Italiano (Fai), Giulia Crespi Mazzoni, a proposito dello stato di degrado in cui quest'ultima ha trovato la Valle dei Templi, ha riacceso la polemica su quello che l'istituzione dell'Ente Parco di Agrigento avrebbe dovuto fare e non ha fatto per valorizzare, il Parco archeologico e paesaggistico di Agrigento. In particolare la presidente del Fai ha messo sott'accusa la Regione Sicilia che, per oltre due anni, ha lasciato l'Ente Parco senza presidente e senza il consiglio di amministrazione. «Una mancanza dell'organo di gestione - ha precisato, tra l'altro, Giulia Crespi Mazzoni - che ha prodotto una stagnazione dell'attività nel momento più delicato dell'Ente, quello in cui il parco avrebbe dovuto fare i primi decisivi passi. Il che non ha certamente giovato al futuro della Valle dei Templi, che è cosi rimasta affidata all'ordinaria amministrazione svolta da funzionari regionali più o meno validi». L'intervento indignato della presidente del Fai si è spinto al punto di lanciare un appello-ultimatum" al presidente della Regione, ripromettendosi di ripetere le stesse critiche al convegno nazionale del Fai in programma questo mese al convegno della Confindustria. «Se le cose resteranno come le ho trovato - ha tenuto a precisare - non esiterò a denunciare a Confindustria che il Parco della Valle dei Templi è a dir poco trascurato. Lo farò in quella sede perché voglio che mi ascoltino le tante personalità presenti al Convegno, tra cui il Presidente della Repubblica, Napolitano, diversi ministri del Governo Prodi, e tanti politici italiani». Altri problemi prospettati dalla presidente del Fai, quelli di un'ex scuola rurale che sorge tra il museo e il quartiere ellenistico, per decenni cadente (e solo in questi giorni in via di restauro, ndr), della strada dei templi chiusa al traffico per interminabili lavori di consolidamento alla collina dei Templi e i ritardi nella consegna del "Piano della Valle" che avrebbe risolto, tra l'altro, anche questo problema. Al progetto del "piano particolareggiato" è infatti legato anche il problema della viabilità della zona archeologica. La risposta del presidente della Regione non si è fatta attendere e, pur contestando alcune affermazioni della presidente del Fai, non ha potuto fare a meno di replicare punto per punto a quanto è stato lamentato. Facendo anche riferimento ad una dichiarazione rilasciata dal direttore del Centro per il patrimonio mondiale dell'Unesco, Francesco Bandarin, secondo il quale «La Valle dei Templi è integra». «Una testimonianza oculare - ha commentato Cuffaro - del fatto che mai come oggi il Parco viene tutelato e valorizzato». In realtà la presidente del Fai non aveva dubitato di questo, ma bensì del fatto che la Valle, pur essendo "integra", è però 'trascurata" e che PEnte Parco, anche per la mancanza gestionale del suoi organismi principali, avrebbe potuto fare di più, invece che relegare la sua attività alla mera ordinaria amministrazione. Ma l'abilità del presidente della Regione ha spento ogni polemica, che certamente è intervenuto per dare alcuni segnali di buona volontà. Primo tra tutti la nomina di Rosalia Scorazzo Camerata a presidente del Parco archeologico paesaggistico "Valle dei Templi", una nomina non ancora ufficializzata (e alla quale dovrebbe fare seguito a giorni quella dei componenti del Consiglio di Amministrazione) che, dopo l'alternarsi di funzionari regionali e di politici, al vertice dell'Ente Parco dovrebbe finalmente segnare una svolta importante per la vasta esperienza e preparazione della neo presidente che è una grande esperta in topografia delle città antiche e che per nove anni è stata sovrintendente alle Antichità di Trapani dove ha pure diretto la Sezione archeologica, un incarico che ha ricoperto anche a Palermo come direttrice del Museo regionale Salinas. La sua nomina fa prevedere, pertanto, un rilancio dell'Ente Parco agrigentino , la cui attività, per motivi più o meno giustificabili e comunque attribuibili alla Regione, fino ad oggi non è riuscita a decollare come la sua stessa istituzione faceva sperare. Un Ente chiamato a sovrintendere ad un patrimonio archeologico che si estende per circa 1400 ettari, e il cui perimetro coincide con la zona "A". Un "parco" che l'anno scorso, pur avendo tanti problemi da risolvere, è stato visitato da circa un milione di visitatori che, con il solo biglietto d'ingresso, hanno assicurato al Comune di Agrigento oltre 700 mila euro. Immaginiamoci cosa potrebbe rendere, se sapientemente valorizzato e tutelato, all'economia della città. Cinque anni dopo la sua istituzione, l'Ente Parco si dibatte ancora in una serie di difficoltà gestionali , che hanno impedito di seguire e vigilare su quello che dovrebbe essere lo strumento di tutela e di rilancio del parco, cioè di quel "piano particolareggiato", in cui è tracciato il futuro sviluppo della zona archeologica, pronto da tanto tempo e di cui si sono perse quasi le tracce. Un progetto destinato a fare della Valle dei Templi uno dei parchi archeologici più interessanti d'Europa.