Il ministero dei beni culturali è come un vulcano pronto ad esplodere: «24mila persone», rivelano fonti interne al dicastero, «in queste ore non parlano d'altro che delle nomine di Rutelli alle direzioni e alle soprintendenze regionali». Non sono parole gentili. Troppi i dirigenti nominati dal ministro, dicono in via del Collegio romano, scelti secondo una logica più politica che meritocratica. Il malcontento per ora è sotterraneo: è vero, i sindacati confederali in questi giorni hanno denunciato con violenza la situazione, ma i capi del ministero, dal segretario generale Giuseppe Proietti al potente direttore generale per i beni librari Luciano Scala, tacciono. Quasi a notificare l'inderogabile. I bene informati spiegano però che i due silenzi hanno natura diversa. Sdegnato quello di Proietti - visto che il nuovo planetario nazionale delle soprintendenze sarebbe stato disegnato sopra la sua testa - compiaciuto quello di Scala che aspetta di incassare le nomine alla direzione delle biblioteche nazionali da lui proposte e l'approvazione del decreto del presidente della Repubblica dell'istituzione del centro per il libro. Ma c'è un terzo silenzio al ministero. Un silenzio pericoloso perché pronto a esplodere in un'azione clamorosa. E quello del presidente del consiglio dei beni culturali Salvatore Settis. Chi ha avuto occasione di avvicinarlo e di carpirne l'umore dice che Settis è furioso. Contrariato per queste nomine fatte dai vertici del ministero. Lo è a tal punto che se non avrà nelle prossime ore un chiarimento col ministro potrebbe addirittura consegnare le dimissioni e lasciare l'incarico conferitogli dallo stesso Rutelli. «Non c'è stato alcun rispetto delle competenze tecnico scientifiche in queste nomine», si sarebbe sfogato Settis che ha passato una vita a denunciare le incompetenze con cui sembra, dovrà coabitare. Del resto che siano inadeguatezze reali è emerso da fonti ufficiali interne al ministero. Vittoria Garibaldi, nominata soprintendente di Perugia, è stata bocciata 4 volte agli esami di storico dell'arte; Mario Turetta confermato direttore regionale del Piemonte, ha dimostrato un'assoluta incapacità di spesa dei fondi a disposizione, come Luciano Marchetti, anche lui lasciato alla direzione regionale del Lazio malgrado questa sia la regione che dopo la Campania ha il più alto importo di residui di spesa: 66milioni di euro. A Marchetti andrebbe anche imputata l'ascesa di Federica Galloni alla soprintendenza dei beni architettonici e paesaggistici di Roma, spinta cui si sommerebbe quella dell'attuale capo di gabinetto Gabriella Scandulli. Sponsor del neosoprintendente di Venezia Renata Codello sarebbe invece il sindaco Massimo Cacciari. Nessun merito particolare: ma todos caballeros.