Luoghi sacri nel mirino dei ladri d'arte. L'ultima incursione nella seicentesca chiesa di Santa Maria di Caravaggio, in piazza Dante. Due robuste cancellate in ferro a chiusura elettronica non sono bastate a scoraggiare i malviventi che - entrati nel tempio durante la notte attraverso l'ingresso laterale di via dell'Avvocata - hanno portato via due sculture barocche di angeli placcati d'oro, sei candelabri, la copertura d'argento di un tabernacolo e un quadro raffigurante il Sacro Cuore con splendida cornice in legno e oro del Settecento. È l'ennesimo furto su commissione nell'area tra il Museo e via Toledo. I banditi stavano per staccare dalle pareti anche una seconda cornice quando è successo qualcosa che li ha indotti a desistere. Le opere d'arte di maggior rilievo - una «Deposizione» del Vaccaro, la «Morte di San Giuseppe» del Solimena e una «Natività» di Gaetano Gigante - non sono state toccate. I delinquenti conoscevano bene la dislocazione dei locali. «Qui viene tanta gente - fedeli, studenti, turisti - e non possiamo chiedere con quali intenzioni entrano», ha commentato il parroco Domenico Paladino. Gestita in passato dagli Scolopi, dal 1821 la chiesa Santa Maria di Caravaggio è officiata dai padri barnabiti. Nessun rapporto con il grande pittore: il nome della chiesa si rifà al culto legato all'apparizione della Vergine ad una contadina di Caravaggio, paesino del Bergamasco, nel 1432.