Dall'inizio del 2007 i siti storici di Capri, Pozzuoli, Baia e Cuma avranno un gestore per i servizi e aggiuntivi e ordinari. Si parte a gennaio con area flegrea e Capri. Ma è polemica. La Villa di Tiberio e gli altri siti storici di Capri, l'anfiteatro di Pozzuoli e i tesori di Baia e Cuma dall'inizio del prossimo anno (si parla del primo gennaio, ma la data non è ufficialmente confermata) avranno un gestore per i servizi aggiuntivi (bookshop, caffetterie, visite guidate e allestimento mostre) e in alcuni casi anche per i servizi ordinari (manutenzione, vigilanza e pulizia). La gestione del patrimonio dell'isola azzurra e quello dell'area flegrea passa dallo Stato alla Regione, e da questa alla Scabec, la Società campana per i Beni Culturali, cui è stato affiancato, attraverso una gara, un partner privato. Si tratta di Rti, associazione di imprese che raggruppa 12 società tra cui Mondadori Electa e Prc (quest'ultima è una società leader nei servizi di biglietteria, la stessa che gestisce gli ingressi al Colosseo). Le altre sono Gamba Service, Ivri srl, Cooperativa Lavoro e Giustizia. Pacifico Costruzioni, Edil Atellana, Le Nuvole, la Nuova lince, Cosmopol, Cooperativa La Vittoria e Sergio Fiore srl. Un progetto che parte da lontano: la Scabec fu istituita dalla Regione con una delibera del 2002. Successivamente, attraverso una gara, è stata ceduta ai privati aggiudicatari una quota del 49 per cento a fronte del versamento di 600mila euro. Il rimanente 51 per cento resta della Regione. L'iniziativa - spiegano dall'assessorato ai Beni Culturali di Palazzo Santa Lucia - rappresenta un'occasione di rilancio per il patrimonio storico e archeologico delle due aree in cui parte la sperimentazione, ferma restando la concertazione con i sindacati e il mantenimento dei livelli occupazionali che, anzi, sempre secondo la Regione, registreranno da subito un incremento (circa 30 unità nella sola area flegrea). Che cosa accadrà ai lavoratori pubblici che già operano nei siti? Ancora dalla Regione fanno sapere, alcuni saranno spostati in aree dove c'è carenza di personale, come ad esempio all'Archeologico di Napoli. L'obiettivo è estendere, con tempi e modi da stabilire, la nuova formula anche ad altri siti regionali. Ma intanto sono proprio i sindacati ad attaccare duramente il progetto. Il coordinamento nazionale della Uil Beni Culturali avverte: «L'affidamento alla Scabec - si legge in un comunicato a firma del leader nazionale Gianfranco Cerasoli - è una manovra poco chiara che smantellerà tutte le soprintendenze della Campania e getterà nell'incertezza il futuro dei lavoratori». Durissima anche la Cisl: «Siamo fortemente impegnati a contrastare qualsiasi decisione avulsa dal coinvolgimento dei sindacati e dei lavoratori». Annuncia proteste la Cgil: «Non siamo contrari all'iniziativa ma siamo irritati per l'atteggiamento di Scabec e Regione - spiega il segretario regionale funzione pubblica Luigi Savio - il problema è che la Scabec è una società che fino a qualche tempo fa era un guscio vuoto e che affiderà la gestione dei servizi ad altri. Vogliamo chiarezza sul futuro delle maestranze pubbliche, altrimenti siamo pronti a dichiarare lo stato di agitazione».
Siti archeologici flegrei e capresi: gestione mista
La Regione Campania ha deciso di affidare la gestione dei siti storici di Capri, Pozzuoli, Baia e Cuma a una società privata, la Scabec, in collaborazione con un partner privato. La Scabec è una società che gestirà i servizi aggiuntivi come bookshop, caffetterie e visite guidate, mentre il partner privato gestirà i servizi ordinari come manutenzione e vigilanza. La gestione del patrimonio dell'isola di Capri e dell'area flegrea passa dallo Stato alla Regione e poi alla Scabec. I lavoratori pubblici che già operano nei siti potrebbero essere spostati in aree con carenza di personale.
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