Il terremoto politico scoppiato su Pompei non accenna a placarsi. Decine di archeologi italiani e stranieri sono scesi in campo ieri in difesa del sovrintendente dimissionario, Pietro Giovanni Guzzo, sostenendo che la sua uscita di scena renderebbe «ingovernabile» il più noto sito archeologico del mondo. Così la polemica si aggroviglia, con aspetti persino paradossali. Al ministero dei Beni culturali fanno sapere di non aver ancora ricevuto alcuna lettera di dimissioni. «Il professor Guzzo l'avrà mandata per posta - dicono, non senza perplessità -. Naturalmente vogliamo che rimanga. Nessuno ce l'ha con lui. È lui, semmai, che se ne vuole andare». Motivo: la conferma di Luigi Crimaco, il city manager di Pompei nominato dal precedente governo, a quanto si dice su pressioni di politici locali appartenenti alla vecchia maggioranza. Nell'entourage del ministro Rutelli ci si chiedeva ieri se tutto questo clamore da parte di Guzzo fosse davvero necessario. «La sensazione è che si stia montando un caso interamente basato su notizie distorte», si legge in una nota. Che aggiunge: «Gli allarmi diffusi in questi giorni dagli organi di stampa sono del tutto incomprensibili poiché il professor Guzzo è tuttora in carica. Non si capisce pertanto per quale motivo debba ricevere solidarietà, salvo che non si intenda proporre appelli per il licenziamento del direttore amministrativo, mantenuto in servizio in base a un precedente contratto in scadenza nel luglio prossimo». Nel comunicato si ribadisce inoltre che il ministro Rutelli «non ha né promosso né rimosso alcuno dei responsabili della Soprintendenza di Pompei pur avendo espresso, anche pubblicamente, riserve su alcuni aspetti relativi alla gestione dell'area archeologica. L'assetto della Soprintendenza verrà esaminato al momento opportuno, e comunque a breve, nell'ambito della riorganizzazione del Ministero e dei suoi uffici territoriali. E in tale ambito saranno valutati nel debito conto professionalità e capacità dei dirigenti, tra queste le indiscutibili doti scientifiche di rilevanza internazionale del professor Guzzo». In sostanza, non si vuole procedere a «epurazioni» sommarie: visto che il mandato di Crimaco è in scadenza, non ha alcun senso mandarlo via anticipatamente in maniera brutale e scortese. «La conferma di Crimaco per soli sei mesi ha accenti meramente professionali - conviene Giuseppe Scalera (Ulivo), della Commissione Beni culturali del Senato -. Si tratta di un tecnico nominato dal centro destra e la sua conferma non può, oggettivamente, avere una natura clientelare».
Caso Pompei. Gli archeologi si mobilitano per Guzzo
Il sovrintendente di Pompei, Pietro Giovanni Guzzo, ha annunciato la sua uscita di scena, ma il ministero dei Beni culturali non ha ricevuto alcuna lettera di dimissioni. La polemica si è aggravata, con alcuni archeologi che sostengono che la sua uscita renderebbe ingovernabile il sito archeologico. Il ministro Rutelli ha confermato il city manager di Pompei, Luigi Crimaco, su pressioni di politici locali. Il ministero ribadisce che il mandato di Crimaco è in scadenza e che non si vuole procedere a epurazioni sommarie. La conferma di Crimaco è vista come una mera questione professionale.
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