Un vero e proprio braccio di ferro. Sulle nomine dei parchi regionali, commissariati da oltre un anno, la Regione non ha trovato ancora la «quadra». Anzi. La Margherita, al fianco dei comitati dei residenti, boccia ancora l'ipotesi di affidare la presidenza del Parco dell'Appia Antica all'ex sovrintendente archeologico Adriano La Regina. Piuttosto lancia il nome di Gaetano Benedetto, ora al ministero dell'Ambiente e già segretario del Wwf. Anche se apre all'ipotesi che La Regina sia nominato al vertice del Parco di Veio. Una soluzione che troverebbe d'accordo anche altre forze politiche. Agli antipodi gli ambienti vicini all'ex sovrintendente che rassicurano i residenti: «Le paure sono infondate. Il parco dell'Appia Antica ha un vincolo totale e non c'è il rischio di espropri». Per il capogruppo della Margherita, Mario Di Carlo: «La Regina ha una grandissima professionalità ma dargli le redini del parco dell'Appia Antica sarebbe una provocazione». Un vero e proprio braccio di ferro nonostante le assicurazioni del presidente Marrazzo. Sulle nomine dei parchi regionali, commissariati da oltre un anno, la Regione non ha trovato ancora la «quadra». Tutt'altro. La Margherita, al fianco dei comitati dei residenti, boccia ancora l'ipotesi di affidare la presidenza del Parco dell'Appia Antica all'ex sovrintendente archeologico Adriano La Regina. Piuttosto lancia il nome di Gaetano Benedetto, ora al ministero dell'Ambiente ma già segretario del Wwf. Anche se apre all'ipotesi che La Regina sia nominato al vertice del Parco di Veio. Una soluzione che troverebbe d'accordo anche altre forze politiche. Agli antipodi gli ambienti vicini all'ex sovrintendente: «Le paure dei residenti sono infondate. Il parco dell'Appia Antica ha un vincolo totale dal 1965 e, tra l'altro, non c'è il rischio di espropri. Si tratta semmai di un orizzonte: una progressiva acquisizione di quelle aree ma senza provvedimenti coatti, a differenza di quello che è stato fatto in altri territori della Capitale. Non si possono mistificare le convinzioni del professore». Insomma, il punto è chiaro: «Non si deve affidare la gestione dei parchi alla commedia degli equivoci. Piuttosto è verosimile che ci sia un problema sul "personaggio La Regina", anche dopo i contrasti avuti con l'ex sindaco Rutelli all'epoca del Giubileo. La contrarietà alla nomina del professore non ci sembra solo un caso. Ma se una parte politica non digerisce Adriano La Regina, non possono certo farne le spese i parchi regionali». Il capogruppo della Margherita alla Pisana, Mario Di Carlo, dà una versione diversa: «Anch'io sono un "personaggio" ma non mi sogno certo di sfilare per Armani. La Regina ha una grandissima professionalità ma non può in nessun modo prendere le redini del Parco dell'Appia Antica, sarebbe una provocazione. Possiamo mettere al servizio del Lazio l'esperienza dell'ex sovrintendente in un'altra zona, magari nel Parco di Veio. Nomi alternativi per l'Appia Antica? Ci piacerebbe Gaetano Benedetto, già segretario del Wwf». La storia sarà ancora lunga perché i Verdi non sarebbero d'accordo con i DI. Anzi, appoggerebbero la nomina di La Regina. Anche se gli esponenti della Margherita troverebbero altre sponde, pure in una parte dei Democratici di Sinistra. Ad ogni modo, la prossima settimana l'assessore regionale all'Ambiente porterà in Giunta l'elenco delle «candidature» dal quale saranno scelti i presidenti. In seguito i comitati di quelle zone designeranno i consigli di amministrazione. Non sarà semplice chiudere la partita. I vertici dei parchi, infatti, dovranno essere necessariamente nominati in base ai bandi presentati mesi fa. Se i partiti volessero scegliere personalità fuori dagli elenchi, i bandi dovrebbero essere annullati e riproposti. Un'eventualità che rischierebbe di posticipare di almeno altri sei mesi la designazione dei responsabili dei dodici parchi regionali. Ma che, ora come ora, non è da escludere.