La scoperta agevolerà lo studio morfologico della baia. Alla luce anche un relitto del XIV sec. Un importante ritrovamento di reperti archeologici nel mare antistante i Laghetti di Marinello è stato portato a termine dal Comando di tenenza della Guardia di finanza di Patti. I controlli effettuati nei fondali alla base del promontorio di Tindari hanno permesso di riportare alla luce centinaia di frammenti di pentole medievali e piatti da mensa decorati con elementi floreali risalenti al XVII secolo. Le ricerche hanno anche portato al rinvenimento di un relitto, forse un'imbarcazione da trasporto o da cabotaggio, affondata intorno al XIV secolo. L'area esplorata dalle Fiamme gialle si estende per circa 10 mila metri quadrati e ha consentito il ritrovamento di numerosi frammenti di oggetti in ceramica invetriata databili tra il XIV e il XVII secolo. Gli esperti delle Fiamme gialle ritengono si tratti di una parte del carico trasportato dal relitto rinvenuto poco distante. Nella stessa zona sono stati ritrovati anche piatti da mensa in faience del tipo craquelée decorati con elementi floreali, del XVII-XVIII secolo, ma non attinenti al relitto e frammenti di albarello, il più antico tipo di vaso farmaceutico di origine araba, destinato a contenere sostanze viscose e dense. Le scoperte sono state rese possibili grazie alla collaborazione del Roan di Palermo, dei sommozzatori delle Fiamme gialle di Messina e gli uomini della tenenza di Patti diretti dal tenente Domenico Messina. I reperti portati alla luce rappresentano un importante contributo per la ricostruzione della conformazione geomorfologia della costa tirrenica compresa tra Gioiosa Marea e Falcone e soprattutto per quanto riguarda i Laghetti di Marinello. Infatti, i resti archeologici ritrovati nel tratto di mare antistante il promontorio della Madonna Nera sarebbero antecedenti la formazione dei Laghetti. Il punto di partenza dello studio che seguirà i rinvenimenti sarà l'analisi dei numerosi crolli che il colle, dove si trova la città di Tindari, ha subito nell'arco dei secoli, sin dall'epoca romana, e che hanno determinato l'accumulo di tonnellate di materiale geologico sui fondali, modificando profondamente la morfologia dell'intera zona. Il dato più sorprendente, secondo quanto evidenziato dall'ing. Gaetano Lino della Sovrintendenza del mare che ha curato le ricerche, è che l'area dove sono state effettuati i sopralluoghi, sino al 2001, era interamente coperta da lingue di sabbia. Alla scoperta hanno forse contribuito le modifiche subite dalla morfologia dei Laghetti di Marinello negli ultimi anni. Lo studio può anche aiutare a comprendere come i Laghetti si siano formati nel tempo visto che, dalle ricerche effettuate dagli esperti, sino al 1823, nella cartografia storica gli stessi non vengono menzionati. Solo da questa data sembra abbia inizio il processo di formazione dei Laghetti che vengono citati sulle carte geografiche dal 1860. Sono previste nella zona ulteriori ricerche.
Sicilia. Dai fondali di Marinello affiorano antichi reperti
Un team di esperti della Guardia di finanza ha effettuato una scoperta archeologica nel mare antistante i Laghetti di Marinello, in Sicilia. Sono stati ritrovati centinaia di frammenti di pentole medievali e piatti da mensa decorati con elementi floreali risalenti al XVII secolo. Inoltre, è stato trovato un relitto, forse un'imbarcazione da trasporto o da cabotaggio, affondata intorno al XIV secolo. L'area esplorata si estende per circa 10 mila metri quadrati e ha consentito il ritrovamento di numerosi frammenti di oggetti in ceramica invetriata databili tra il XIV e il XVII secolo.
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