Dieci fra le più importanti gallerie del mondo discuteranno il futuro dei musei I più grandi musei al mondo si danno appuntamento sotto la splendida volta della Cappella Sistina. Sarà un vero e proprio summit mondiale quello in programma dal 13 al 16 dicembre alla Città del Vaticano che riunirà i direttori delle più grandi e conosciute strutture espositive di ogni continente. Dal Getty Museum di New York all'Hermitage di San Pietroburgo, passando per il Guggenheim di Bilbao, il museo egizio del Cairo e la Galleria nazionale d'arte di Pechino. I rappresentanti dei maggiori musei, custodi di un patrimonio culturale inestimabile, parteciperanno al convegno internazionale «L'idea del museo: identità, ruoli, prospettive» che chiude l'anno di celebrazioni per il quinto centenario dalla nascita dei «Musei del Papa». Non un'unica galleria, ma ben dieci musei differenti che conservano capolavori noti in tutto il mondo: dal Laocoonte - capolavoro scultoreo appena celebrato con la nuova mostra che resterà aperta al pubblico fino al 28 febbraio 2007 - all'Apollo Belvedere, dalla Deposizione dello scandaloso Caravaggio al candore neoclassico di Canova, dalle stanze affrescate da Raffaello al Giudizio Universale e alla Pietà di Michelangelo. Tesori che richiamano non solo i turisti stranieri ma anche le scolaresche della Capitale e di tutta la Penisola. Non è un caso quindi, che proprio qualche giorno fa siano stati superati i quattro milioni di biglietti venduti a partire da gennaio 2006. Un vero record che pone la Galleria Vaticana in cima alla classifica dei musei italiani. Per celebrare i cinquecento anni, quindi, il Vaticano ha organizzato una tre giorni di studio per gli addetti ai lavori che culmineranno con l'attesa udienza con Benedetto XVI. I lavori verranno aperti mercoledì 13 nell'ingresso dei Musei Vaticani con i saluti del cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone e l'intervento del direttore Francesco Buranelli. Spetterà a lui riepilogare i cinquecento anni di storia del museo, «porta della Santa Sede aperta sul mondo». Sarà un racconto avvincente sul consolidarsi della collezione iniziata da papa Giulio II, amante della scultura antica e trasformata nel '700 da Clemente XII in una delle collezioni più prestigiose a livello mondiale. Giovedì e venerdì, invece, saranno i direttori di altre note strutture museali a confrontarsi nell'Aula nuova del Sinodo sul tema della conservazione e della diffusione della cultura. Sono attesi, tra gli altri, gli interventi di Michael Brand del Getty Museum - al quale sarà opportuno ribadire la necessità di riportare in Italia la Venere di Morgantina e il Lisippo di Fano - Claudio Strinati del polo museale romano, Neil MacGregor del British Museum di Londra, Ilber Ortayli del Topkapi di Istanbul, Bernd Lindemann della Gemaldgalerie di Berlino. «Il dibattito - ha spiegato Burarelli - esaminerà il concetto di museo in una dimensione storica, non tralasciando le nuove sfide globali e tecnologiche che arrivano dall'attuale fiorire delle gallerie nelle aree culturali e geopolitiche più diverse».