Il soprintendente conferma la comunicazione al ministero con cui lascia gli Scavi, ma Roma smentisce "Si sta montando un caso interamente su notizie distorte" ------------------------------------------------------------------ Il soprintendente Archeologico di Pompei Pietro Giovanni Guzzo si è dimesso ieri con una lettera al ministero dei Beni e le attività culturali, nella quale spiega i motivi della decisione. Ma in serata il ministro Francesco Rutelli ha diffuso una nota ufficiale. La "sensazione" del ministero è "che si stia montando un caso interamente basato su notizie distorte. Gli allarmi diffusi in questi giorni dagli organi di stampa - si legge ancora - sono del tutto incomprensibili, poiché il professor Guzzo è tuttora in carica come soprintendente di Pompei. Non si capisce pertanto - prosegue la nota - per quale motivo debba ricevere solidarietà, salvo che non si intenda proporre appelli per il licenziamento del direttore amministrativo (Giuseppe Crimaco, ndr), mantenuto in servizio in base a un precedente contratto in scadenza nel luglio prossimo". Nel comunicato si ribadisce inoltre che Rutelli "non ha né promosso né rimosso alcuno dei responsabili della Soprintendenza di Pompei pur avendo espresso, anche pubblicamente, riserve su alcuni aspetti relativi alla gestione dellarea archeologica. Lassetto della Soprintendenza verrà esaminato al momento opportuno, e comunque a breve, nellambito della riorganizzazione del ministero e dei suoi uffici territoriali. E in tale ambito - si conclude la nota - saranno valutati nel debito conto professionalità e capacità dei dirigenti, tra queste le indiscutibili doti scientifiche di rilevanza internazionale del professor Guzzo". Contattato da "Repubblica" attraverso il suo ufficio stampa, il soprintendente fa sapere che gli è stato annullato un appuntamento con il ministro previsto stamane, durante il quale avrebbe consegnato la lettera di dimissioni. E comunque la scelta è confermata e Guzzo ne renderà pubbliche le ragioni. Con la sua proverbiale pazienza, silenzioso e instancabile, il soprintendente ha lavorato fianco a fianco con personalità vulcaniche come il primo city manager, Giuseppe Gherpelli, e un generale dellaeronautica a riposo che di scavi sapeva poco o nulla, Luigi Lombardi. Dopo tanti anni di soddisfazioni sul versante scientifico e di situazioni difficili su quello amministrativo di un sito che oggi conta 670 dipendenti, di cui 350 custodi, però, solo ora ha deciso di dire basta. Cè una concomitanza di eventi troppo forte per essere ignorata: è di pochi giorni fa il rinnovo fino a luglio nella carica di city manager di Crimaco, nominato dal ministro del governo di centrodestra Urbani. Crimaco, anche lui archeologo, ma destinato dai politici a far di conto, dice di non credere che Guzzo si sia dimesso a causa sua, e ieri ha annunciato di voler firmare una lettera di solidarietà. Davvero vicini al soprintendente, oltre a studiosi, soprintendenti e dirigenti di musei di tutto il mondo, sono stati i direttori degli scavi di Pompei, Ercolano, Oplontis, Boscoreale, Stabia e tutti gli scavi periferici, che con quasi tutti gli architetti dellufficio tecnico, il biologo, i funzionari di prevenzione e protezione dellufficio tutela hanno sottoscritto un documento di "totale solidarietà" al soprintendente dimissionario, sottolineando che "ha fatto guadagnare a Pompei prestigio in campo nazionale e internazionale". Un secondo documento esprime la solidarietà di molti funzionari e impiegati dellufficio amministrativo: "Lassenza di Guzzo anche per un breve periodo renderebbe ingovernabile lufficio". E cè da credergli, se è vero come è vero che nelle ultime settimane ben tre responsabili dellamministrazione (risorse umane e rapporti sindacali e un vicedirettore nominato da Crimaco fuori dallorganico previsto) si sono dimessi per contrasti. Il momento è critico anche perché per Pompei si prepara una stagione di gare dappalto per servizi come la biglietteria, mentre la vigilanza in seguito a numerosi pensionamenti comincia a costituire un problema, viste le mancate assunzioni da parte del ministero. Assunzioni e cantieri i punti dolenti: la Flp (Federazione lavoratori pubblici) paventa la perdita di 16 milioni di euro per i restauri finanziati con i Por, se andrà deserta la seduta del consiglio di amministrazione della soprintendenza autonoma da convocare entro il 31 dicembre. Stamattina presidio di solidarietà a Guzzo dei lavoratori di Cgil e Unsa.
Pompei, dimissioni con giallo. Rutelli: "Nessuna lettera da Guzzo, è tuttora in carica"
Il soprintendente Archeologico di Pompei Pietro Giovanni Guzzo si è dimesso con una lettera al ministero dei Beni e delle attività culturali. Il ministro Francesco Rutelli ha confermato la comunicazione e ha smentito le notizie secondo cui Guzzo si sia dimesso a causa di contrasti con il direttore amministrativo Giuseppe Crimaco. Rutelli ha anche affermato che la scelta di Guzzo è stata confermata e che il suo licenziamento sarà valutato nel corso della riorganizzazione del ministero. Il soprintendente ha lavorato con diversi direttori e dirigenti, tra cui Crimaco, e ha ottenuto prestigio per Pompei in campo nazionale e internazionale.
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