Un appello alle più alte cariche dello Stato, dal presidente della Repubblica a quello del Consiglio, per sottolineare i «principi irrinunciabili» cui dovrebbe uniformarsi il futuro Codice per i beni culturali. In calce, le firme dei soci dell'Accademia nazionale dei Lincei Antonino Di Vita, Sergio Donadoni, Tullio Gregory, Natalino Irti, Alessandro Pizzorusso, Adriano Prosperi, Giovanni Pugliese Carratelli e Salvatore Settis. L'appello dei Lincei richiama il governo al rispetto dell'articolo 9 della Costituzione, «secondo il quale lo sviluppo della cultura, la ricerca, la tutela del patrimonio culturale e paesaggistico formano un'organica unità che vede i cittadini come protagonisti».