Se c'è una zona del litorale laziale per la quale i «sentieri sul mare» possono sembrare utopia, questa è la costa di Roma. Vicinissimi sono ì quasi tre milioni di romani alle centinaia di migliaia di abitanti di Ostia e agli aerei di Fiumicino. Intendiamoci, i «sentieri di terra-» ci sono. Tra questi, uno Macchia Grande è un autentico prodigio di natura difesa, ricostruita, ripulita dal degrado. Con la guida di un nostro parente abbiamo cominciato proprio sulla costa tra Fregene e Focene, tra la fascia dei campi coltivati e la spiaggia. Il nostro compagno di tante escursioni conosce la zona. Ricorda com'era una ventina di anni fa: intorno ai pini marittimi, alla macchia, alle dune, si ergeva una desolante distesa di rifiuti, frequentata da cacciatori e da vandali, gradevolissima. Una lunga mobilitazione dei più lungimiranti frequentatori di Fregene. Cui si è poi aggiunto il Wwf, che ha portato alla bonifica e alla tutela della zona. Oltre Fiumicino e Ostia, anche la pineta di Castelfusano è stata difesa in seguito a una lunga e difficoltosa mobilitazione popolare. Alla fine della pineta, la passeggiata (sarebbe meglio parlare di escursione, almeno per noi turisti per caso) continua sulla spiaggia di Capocotta, molto frequentata d'estate ma solitària e affascinante d'inverno. All'interno di questo insolito comprensorio si impone allo sguardo il verde cupo della tenuta di Castel Porziano, uno dei più grandi spazi verdi alle porte di Roma. La tenuta, estesa su diverse migliaia di ettari, ospita cinghiali, daini, istrici e molti altri animali. Di proprietà (come San Rossore in Toscana) della Presidenza della Repubblica, frequentata in passato per battute di caccia, è stata un importante baluardo per difendere la secolare natura del Lazio dal cemento. Più a sud, sempre in provincia di Roma, si incontrano Tor Caldara e Torre Astura, due tappe che ancor più caratterizzano il litorale romano. Giunse poi il tempo di tornare a Roma non prima dì aver fatto visita a Ostia antica, definita la «Pompei del Lazio». È sicuramente uno dei luoghi più suggestivi per gli appassionati di archeologia di tutta Italia. Nel II secolo a. C. si cominciò a edificare fuori dal castrum e dopo essere stata saccheggiata da Mario durante la guerra civile, Ostia fu dotata da Silla di ampie mura per consentirne un maggiore sviluppo. Fu poi l'imperatore Claudio a costruire il porto nei pressi dell'attuale aeroporto di Fiumicino, ampliato poi da Traiano con lo splendido bacino esagonale scavato nel retroterra. Ostia fu quindi il centro di smìstamento dei prodotti diretti a Roma e la città crebbe di ricchezza e prestigio fino a toccare il culmìne con la ristrutturazione di Adriano, quando contava oltre centomìla abitanti. Dopo Costantino, che le concesse autonomìa amministrativa, la città iniziò il suo declino, parallelo a quello dell'Urbe, e fu invasa dai Visigoti di Alarico. Sotto Teodorico i traffici registrarono un temporaneo risveglio, ma il crollo dell'impero romano d'Occidente determinò il suo definitivo abbandono. Rimasero solo le imponenti rovine, ben presto interrate. Nel IX secolo, Gregorìo IV costruì un centro abitato (Gregorìopóli) nel luogo dove il Tevere effettuava un'ampia curva prima di gettarsi nel Tirreno: una posizione strategicamente importante che nei secoli successivi portò alla costruzione della torre cilindrica di Martino V e al castello di Giulio II (XV secolo), uno dei primi esempi di architettura militare moderna. Gli scavi di Ostia antica iniziarono nei primi anni dell'800 sotto Pio VII, proseguirono con Pio IX e nel 1909 divennero continuativi e con metodo scientìfico. Lungo il decumano massimo (la vìa principale che da est a ovest tagliava in due la città), toccando il teatro, le terme, le vaste zone residenziali e commerciali, sì può camminare per più di un'ora. Al contrario di Macchia Grande, qui gli aerei in atterraggìo passano alti, attutendo il frastuono e il fastidio. Terminiamo queste note con un flash sulla prosa solare dell'indimenticabile Guido Piovene, tratta dal suo voluminoso inventario lessicale che è «Viaggio in Italia»: «Ostia antica è anche bellissima. Tutta piana, spaziosa, vi si può passeggiare a lungo come in un grande parco pubblico, senza chiedere nulla all'erudizione archeologica; un grande parco pubblico, dove sorge lo scheletro di una città dissepolta, ombreggiato dai pini e rinfrescato dalla brezza aromatica ... ».