Due grandi mali di Firenze - la scarsa attenzione verso i temi della cultura e il degrado - potrebbero presto trovare un «rimedio» d'eccezione: Antonio Paolucci. Il Comune ci sta pensando e, a quanto pare, sta per essere formalizzata una «determinazione», cioè una proposta di consulenza a 360 gradi per ciò che riguarda i musei comunali di Firenze - alcuni dei quali non se la passano molto bene - che hanno perso da poco la dirigente (Chiara Siila) a vantaggio di Giuseppe Gherpelli. Dopo il suo pensionamento, lo scorso 30 settembre, erano in molti a pensare che l'ex-soprintendente speciale per il Polo Museale Fiorentino stesse per occupare la poltrona di assessore alla Cultura del Comune, dopo che il sindaco Domenici aveva fatto in modo che Simone Siliani rimettesse le deleghe. Poi dei problemi di equilibrio politico tra Ds e Margherita, avevano impedito che il feeling tra Paolucci e Palazzo Vecchio sfociasse in qualcosa di più stabile. Insomma, shekespearianamente, molto rumore per nulla. Che la poltrona di assessore alla cultura non sarebbe stata più occupata da Paolucci, è apparso chiaro da una paio di avvenimenti di alcune settimane fa: il sindaco Domenici, incontrando il personale dell'assessorato di via Ghibellina, mise bene in chiaro che non sarebbe stato di passaggio, cioè che oltre a fare il sindaco e a presiedere l'Anci, avrebbe trovato anche il tempo per occuparsi di Cultura e spettacoli. D secondo avvenimento è stata la recente nomina di Paolucci a direttore delle Scuderie del Quirinale, un incarico prestigioso che in pratica esclude qualsiasi ruolo nella giunta comunale di Firenze. In giunta no, ma come consulente sì. E Dio solo sa se ce n'è bisogno. Pare che attualmente la trattativa, prima di andare definitivamente in porto, debba superare solo un ultimo scoglio, quello economico. Un incarico «a progetto» è una cosa, uno determinato solo temporalmente (e quindi di più lunga durata e impegno) è un'altra. La contesa, quindi, sarebbe ferma al tipo di collaborazione che Paolucci starebbe per sottoscrivere con Palazzo Vecchio, e che, secondo indiscrezioni, prevederebbe anche la presidenza della Fondazione Stibbert. La direttrice del Museo, Kirsten Aschengreen Piacenti, non ne sa niente, ma solo a farle il nome di Paolucci, cominciano a brillarle gli occhi. «Sarebbe meraviglioso - ha detto - anche perché qui non si può più andare così. Secondo quanto stabilito da Friederick Stibbert 100 anni fa, esiste una Fondazione che in realtà è immobile. Perché ne fanno parte il console inglese, un rappresentante del Consiglio comunale, un membro della famiglia, un rappresentante dei musei. In pratica non c'è nessuno che porta un po' di soldi. Aspettiamo e speriamo». Nonostante i tanti impegni lontano da Firenze, ad Antonio Paolucci stanno a cuore le sortì di Firenze. E scorso 23 novembre, durante una riunione dei soci del Cenacolo di Santa Marta, l'ex vice-sindaco Gianni Conti aveva definito Paolucci come «1 uomo della speranza» per combattere il degrado e arrestare il declino di Firenze. Come riportato dall'Osservatore toscano, l'ex-soprintendentè aveva ribadito l'esistenza «di un oggettivo blocco di interessi condivisi fra potere politico ed interesse economico». Notazioni importanti, da uomo coinvolto nel futuro della città.
Nuova proposta per Paolucci: superconsulente per la cultura e per combattere il degrado
Il Comune di Firenze sta considerando una proposta di consulenza a 360 gradi per i musei comunali, che potrebbe essere formalizzata presto. La proposta prevede la nomina di Antonio Paolucci, ex-soprintendente speciale per il Polo Museale Fiorentino, come consulente. La nomina è stata avanzata dopo la sua nomina come direttore delle Scuderie del Quirinale. La trattativa è ancora in corso, ma pare che il problema economico sia il solo scoglio da superare. La proposta prevede anche la presidenza della Fondazione Stibbert, che potrebbe essere un'opportunità per Paolucci di tornare a Firenze e combattere il degrado e il declino della città.
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