Urbanistica. Revocati i decreti che bloccavano i lavori si cercano altre strade per impedire l'arrivo dei bulldozer Soru: «Mi sono rivolto al ministro Rutelli, l'area archeologica va tutelata» CAGLIARI. Su Tuvixeddu la Regione non fa marcia indietro: revocati i decreti che bloccavano qualsiasi intervento di edificazione, il presidente Renato Soru ha chiesto al ministro Rutelli che venga messo un vincolo «grande quanto tutto Tuvixeddu» perché quell'area «è un pezzo della storia della Sardegna e dev'essere una leva importante per la sua crescita». Nella delibera del 14 novembre viene confermato l'avvio delle procedure per la dichiarazione di notevole interesse pubblico dell'area. La Regione è scritto in una nota dell'ufficio stampa ha chiesto anche la convocazione della commissione provinciale per le bellezze naturali. Non solo: l'amministrazione Soru si richiama all'applicazione immediata dell'articolo 14 comma 4 delle norme tecniche di attuazione del piano paesaggistico regionale «per la verifica e l'eventuale armonizzazione dei contenuti dell'accordo di programma con le esigenze di vincolo e di tutela dell'area interessata». Nel frattempo Iniziative Coimpresa, titolare dell'area e del progetto, non potrà riaprire i cantieri e i legali dell'impresa insisteranno nel ricorso al Tar per ottenerne lo sblocco. Ed è stato proprio davanti ai giudici amministrativi, impegnati a decidere sull'istanza di sospensiva avanzata da Coimpresa, che i legali della Regione hanno annunciato la revoca dei decreti. Soru ha comunque aperto uno spiraglio per un accordo: «Un'azione di tutela ha detto il presidente della Regione non esclude interventi edilizi, si può pensare di costruire qualche casa laddove è già tutto cancellato dalla calce verso Tuvumannu, si possono riempire i vuoti davanti all'Università e contribuire in questo modo al suo potenziamento. Ma non venga toccato ha insistito Soru il bacino dove si affacciano le tombe e tutta la necropoli. Possiamo tutti assieme, una regione intera, permetterci il lusso di rinunciare a tre metri cubi? Io penso di sì, abbiamo il dovere di farlo e penso che qualunque imprenditore abbia il dovere di ascoltare questa voce e di considerarla con attenzione nell'interesse della città».