Pompei. Sorpresi e disorientati. E soprattutto divisi. Le annunciate dimissioni del soprintendente archeologo di Pompei Piero Giovanni Guzzo, che oggi dovrebbe presentare la lettera di rinuncia al ministero, spaccano i sindacati. Mentre la Flp (Federazione lavoratori pubblici) applaude alla riconferma del city manager Luigi Crimaco, considerata la causa delle dimissioni del soprintendente, la Cgil scrive una lettera al vetriolo al ministro Rutelli e annuncia manifestazioni di protesta. La prima è già fissata per questa mattina, quando un presidio allestito davanti agli scavi di Pompei distribuirà volantini di condanna per le nomine dei dirigenti. La seconda mercoledì, quando i rappresentanti sindacali andranno in corteo davanti al dicastero di via del Collegio Romano. Piovono accuse pesanti. Il numero uno nazionale di Cgil-funzione pubblica, Libero Rossi, ha scelto per il volantino un titolo che non lascia spazio alle interpretazioni: «A San Rutelli protettore delle clientes: una prece». Nel mirino le conferme, in tutta Italia, di 16 dirigenti scelti dal suo predecessore di centrodestra, Giuliano Urbani. Tra tutte quella, come le altre definita «clientelare», di Luigi Crimaco a Pompei. «Intanto, il legittimo soprintendente di Pompei pensa di dimettersi - scrive Rossi - ma su questo punto la Cgil non sarà immota: allo sciopero dichiarato con la Cisl per la vertenza nazionale seguiranno nuove iniziative congiunte per Pompei». La Uil, firmataria di un'altra lettera di accuse a Rutelli per le nomine fatte senza sentire i sindacati, intanto rilancia attraverso il leader nazionale Gianfranco Cerasoli: «Le dimissioni annunciate da Guzzo sono il pessimo risultato delle scelte del ministro. Ma per i beni culturali in Campania all'orizzonte c'è un fatto ben più grave: ci risulta che esista l'intenzione di affidare altri siti archeologici e museali alla Regione attraverso la Scabec, la Società campana per i beni culturali: questo potrebbe comportare l'azzeramento di tutte le soprintendenze, compresa Pompei. Sull'argomento abbiamo chiesto spiegazioni al ministro, alla Regione e alla prefettura». E dalla Flp arriva un altro allarme: «Siamo soddisfatti della conferma di Crimaco - spiega il referente locale Nicola Mascolo - ma se dovessero essere confermate le dimissioni di Guzzo, chiediamo al ministero di provvedere con estrema urgenza alla sostituzione. Se entro il 31 dicembre il consiglio di amministrazione, di cui il soprintendente fa parte, non approverà i verbali di gara per i lavori di restauro finanziati con i Por, gli scavi di Pompei perderanno 16 milioni di euro». Gli interventi riguardano diversi siti del patrimonio vesuviano: in particolare, a rischio ci sono 3 milioni destinati a Villa dei Papiri a Ercolano, altri due per la casa di Cecilio Giocondo e per la via Stabiana a Pompei e uno per la realizzazione dell'area di parcheggio agli scavi di Stabia.