Per essere sicuro di riavere la tela dell'artista rinascimentale Vittore Carpaccio "Cristo e gli strumenti della Passione" il sindaco Sergio Cecotti ha scritto una lettera a Francesco Rutelli. ministro per i beni e le attività culturali. Nella missiva il primo cittadino, dopo aver appreso che la soprintendente speciale al polo museale veneziano Giovanna Nepi Scirè non intende far ritornare l'opera a Udine in tempi brevi, ha chiesto al ministro Ruteni di ribadire quanto aveva promesso il 20 novembre scorso, quando era in visita ad Aquileia, al presidente della Regione Riccardo Illy. Ossia che «il dipinto avrebbe dovuto ritornare dove in Friuli, dove era è stato per cinque secoli». Cecotti, nelle righe indirizzate al ministro, esprime soddisfazione per la presa di posizione di quel giorno. Ma allo stesso tempo sottolinea che lo stesso funzionario Nepi Scirè non ha ancora restituito alla città di Castelfranco Veneto un'opera del Giorgione. Il Comune di Udine, inoltre, ricorda che «durante gli anni in cui l'opera di Carpaccio è rimasta nel museo friulano è stata conservata con la massima cura, come hanno dimostrato i diversi sopralluoghi dei funzio-nari della Soprintendenza di Venezia. Senza contare che i musei di Udine hanno provveduto all'integrazione dell'assicurazione, tuttora a carico di palazzo D'Aronco». Il sindaco, infine, sottolinea che «le elevate professionalità presenti nel laboratorio della Soprintendenza del Friuli, supportate dal restauratore della pinacoteca del Castello avrebbero consentito di porre rimedio a eventuali danni subito dall'opera durante una mostra a Bruxelles». E poi lamenta che «non è stato consentito alla direzione dei musei udinesi di visionare la tela al rientro da tale mostra e nemmeno all'interno del laboratorio di restauro di Vicenza, dove ora dovrebbe trovarsi».