«Una gravissima perdita per l'archeologia italiana»: così l'Associazione nazionale dei tecnici per la tutela dei beni culturali ha definito in una lettera firmata dalla presidente Irene Berlingò le dimissioni che Pietro Giovanni Guzzo, soprintendente archeologo di Pompei, intende inviare domani al ministro per i beni culturali Francesco Rutelli. La decisione di Guzzo sarebbe conseguenza diretta della riconferma, da parte di Rutelli, di una ventina di dirigenti ministeriali, fra i quali il «city manager» di Pompei, Luigi Crimaco. In una polemica dichiarazione alla stampa Gianfranco Cerasoli, segretario generale della Uil per i beni culturali, ha scritto che nei giorni scorsi, in attesa delle nomine, «il ministero è stato preso d'assalto da sponsor di tutti i tipi, dai politici alle imprese, dai cardinali alla massoneria, per raccomandare, suggerire e imporre la conferma o la nomina dei propri protetti». Molto discutibili, secondo Cerasoli, le scelte del ministro, che «dopo avere affidato a 'Vittoria Garibaldi bocciata ben quattro volte agli esami da storico dell'arte)' l'incarico di direttore generale dell'Umbria, «ha continuato ora confermando tra gli altri il direttore regionale del Piemonte, Mario Turetta, ex segretario particolare di Urbani, che con la sua gestione dimostra l'assoluta incapacità di spesa». Intanto, a Pompei, i direttori dei siti archeologici vesuviani si stanno mobilitando per avviare iniziative di solidarietà a Guzzo già a partire da domani.