Pier Giovanni Guzzo, da circa 13 anni soprintendente di Pompei nonché, da poco, ad interini, dei beni archeologici della Calabria, uno dei nomi forti dell'archeologia italiana, 37 anni nello Stato, una vita per la tutela, si dimette. Una decisione clamorosa, una rottura che colpisce. Perché questo gesto? Perché venerdì il ministro Rutelli ha confermato come direttore amministrativo di Pompei Luigi Crimaco, laureato in lettere classiche con orientamento archeologico nominato a suo tempo da Urbani e col quale Guzzo ha avuto notevoli difficoltà. E siccome Pompei è soprintendenza parecchio ostica - 600 dipendenti, tra sigle sindacali minuscole ma sufficienti a bloccare l'apertura del sito, un giro di indotto appetito assai dalla canorra - per Guzzo la convivenza con Crimaco non poteva proseguire. La figura di direttore amministrativo, chiamatelo «city manager» se vi pare dia più tono, l'aveva creata Veltroni quand'era ministro per Pompei che, dal '97, è una soprintendenza speciale autonoma. Il primo fu Giuseppe Gherpelli, la diarchia con Guzzo funzionò, poi venne un ex generale dell'aeronautica e iniziarono le complicazioni. Ora Crimaco resta, Guzzo se ne va. È un guaio. La faccenda richiede qualche delucidazione. Per lo «spoil System» (alti diligenti nominati dal governo con contratti esterni, chi viene dopo li rimpiazza con altri di sua fiducia), entro venerdì Rutelli doveva confermare o meno 16 dirigenti scelti dal precedente governo. Tra questi, ad esempio, i direttori generali dello spettacolo dal vivo, Nastasi, e del cinema Blandini, e Mario Turetta, che diventò direttore regionale del Piemonte perché ex segretario di Urbani. Venerdì mattina quei 16 contratti sembravano stracciatì, nel pomeriggio erano tutti rinnovati, salendo anzi a 20. Eppure i soldi scarseggiano. «Alcune sono nomine scandalose, il ministero è allo sbando - attacca Libero Rossi della Cgil - i sottosegretari sono esautorati mentre i musei napoleonici all'Elba e la Pinacoteca di Bologna hanno avuto problemi con le bollette dell'Enel, le biblioteche non riescono a restare aperte al pomeriggio, dal ministro non ani-vano risposte, Andiamo verso lo sciopero». « Rutelli ha fatto scelte di cui dovrebbe vergognarsi», rincara Cerasoli della Uil. Il caso Guzzo è la spia di malesseri diffusi e, molti, nei beni culturali, sono esterrefatti.
BENI CULTURALI II ministro conferma i dirigenti nominati dal precedente governo di destra. E Pier Giovanni Guzzo se ne va
Pier Giovanni Guzzo, soprintendente di Pompei e ad interim di Calabria, si è dimesso dopo una decisione del ministro Rutelli di nominare Luigi Crimaco come nuovo direttore amministrativo. La scelta di Crimaco è stata vista come una rottura con Guzzo, che aveva avuto difficoltà con il nuovo dirigente. La soprintendenza di Pompei è nota per essere ostica e per avere problemi di gestione, e la nomina di Crimaco è stata vista come un segno di una gestione inefficiente. Il caso Guzzo è stato descritto come un esempio di malesseri diffusi nei beni culturali, con problemi di gestione e di finanziamento.
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