Il soprintendente scrive al ministro. Rutelli: situazione grave, ma non faccio epurazioni Prima ancora di essere formalizzate, le dimissioni di Pietro Giovanni Guzzo dal ministero dei Beni culturali hanno raggiunto un primo obiettivo. È quell'affermazione, in coda alla nota del dicastero di Francesco Rutelli che commenta l'annuncio del soprintendente speciale di Pompei e Reggio Calabria: «La situazione di Pompei è per alcuni versi insoddisfacente e vi si porrà mano in modo razionale e organico». Bene, finalmente. Evidentemente questo a Guzzo interessa più di altro. Ma intanto converrà proprio partire dal suo gesto, così radicale da non poter venire rubricato come furore del momento. Domani mattina, quando sarà consegnata la lettera al ministro e probabilmente ci sarà anche un incontro, si conosceranno le ragioni che hanno portato il soprintendente a questo punto. «Per ora posso solo dire che confermo la mia intenzione di dimettermi», dice Guzzo. A dar retta alla nota del segretario generale della Uil del settore, Gianfranco Cerasoli, Guzzo sarebbe arrivato a tanto «dopo aver appreso della riconferma a City manager di Pompei di Luigi Crimaco». Provvedimento, per altro, compreso in un pacchetto di nomine aspramente criticato dal sindacato, che esplicitamente parla di discriminazioni a premio dell'incompetenza. «Rutelli ha deciso, non si comprende secondo quale criterio o metodo, di confermare buona parte dei dirigenti di prima e seconda fascia, facendo scelte di cui dovrebbe vergognarsi», denuncia il sindacato. La replica del ministero: «Intenzione dell'amministrazione non è quella di fare epurazioni nei confronti di dirigenti nominato dal precedente governo. È in corso la radicale riforma del ministero e della sua organizzazione, che è già stata avviata con la soppressione dei dipartimenti e proseguirà con nuove importanti decisioni a partire da gennaio e con l'immissione di 40 nuovi dirigenti e soprintendenti attraverso un concorso pubblico». Ma la faccenda non si chiuderà qui, inevitabilmente la questione avrà conseguenze politiche. Comunque vadano le cose, la pratica Pompei è riaperta e ora con un impegno assunto. Il sito archeologico tra i primissimi al mondo come importanza, valore culturale e interesse per il pubblico, tormentatissimo nella gestione, vive una condizione insoddisfacente. Si sapeva, adesso è ufficiale. E allora, legittimamente, si può provare a chiedere di schiodare una ricchezza di tali dimensioni dalla condizione di precarietà a cui pare condannata? Il confronto sulle dimissioni - si spera solo minacciate - di Guzzo dovrà arrivare a costruire un minimo di risposte all'interrogativo. Altrimenti questo sarà stato solo un altro capitolo di una penosa storia. Generoso Picone
Pompei, Guzzo lascia: nomine sbagliate
Il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli ha confermato che la situazione a Pompei è "insoddisfacente" e che si stanno prendendo misure per migliorarla. Il soprintendente speciale di Pompei e Reggio Calabria, Pietro Giovanni Guzzo, ha deciso di dimettersi prima che le sue dimissioni fossero formalizzate. La decisione di Guzzo è stata descritta come "radicale" e "non fa epurazioni" da Rutelli. Il sindacato ha criticato le nomine del ministero, che considera discriminatorie e basate sull'incompetenza. Rutelli ha affermato che l'intenzione dell'amministrazione non è quella di fare epurazioni, ma di avviare una riforma del ministero e della sua organizzazione.
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