Pensavamo che il quadro del Caravaggio, quello della bagarre per intenderci, fosse appeso e riposasse dentro una teca blindata. Ricordate il duello Sgarbi-Consolo? E poi le varie alleanze, gli schieramenti, i discorsi dei possibilisti e degli oltranzisti del no. Morale: "Il Seppellimento di Santa Lucia" è dietro l'altare della Basilica dedicata alla nostra Santa Patrona, con buona pace dei devoti. Ma non è rinchiuso dentro una teca-fortezza. Sta lì. Non sappiamo chiaramente quali ingranaggi sovrintendono alla sua sicurezza, però immaginiamo che ci siano, fotocellule pronte a schizzare, sistemi d'allarme sotterranei, invisibili, che abbaino qualora il tizio sospetto o un comune estraneo si avvicinino troppo alla tela, alfieri della security mimetizzati dietro drappi o nascosti sugli alberi, appollaiati come scimmie. Non lo sappiamo. Qualcosa deve pure esserci, sennò a che sono servite le fatwe, lanciate da intellettuali, l'una sull'altra? Intanto, due settimane fa, una turista di Firenze alle due del pomeriggio ha visitato la Basilica e il prezioso quadro mostrando una grande curiosità, uno stupore sincero, "siffatta esposizione è una rarità"; un quadro che eventualmente dal Louvre all'Orsay ci avrebbero invidiato, compresi gli Uffizi di cui evidentemente la nostra non era ancora o abbastanza paga. La turista di Firenze visita e gradisce. A seguire un po' di perplessità: "Sono entrata in Basilica alle 14, non ho visto un custode, se non un uomo con la sigaretta che fumava davanti la porta". Racconta didascalicamente, noi da parte nostra ci limitiamo ad annuire. L'uomo con la sigaretta però poteva essere un guardiano. La turista aggiunge: "Siamo entrati, io e la mia compagna di viaggio, e abbiamo avvicinato la tela del Caravaggio, non c'era anima viva, la tela era nuda. Diamine, dovete stare accorti, viene un pazzo con un taglierino, mettiamo, prende e squarcia il capolavoro, che fate? Piangete dopo?". Qui non si tratta di inefficienza, per carità, al massimo si tratta di fiducia nella buona creanza del siracusano. Ci saranno sistemi sofisticati e controlli progettati da ingegneria futuristica, quel quadro non sta solo, così. Conversiamo amabilmente con la turista di Firenze, non alziamo il tono e men che meno le mani. Non affermiamo: "Si sbaglia", non diamo colpa e ragione, stiamo da ebeti a praticare la difficile arte dell'ascolto paziente. Ci informeremo, promettiamo, sapendo bene che la Borgata e piazza Santa Lucia saranno investite da Luce, dalla grandiosa manifestazione natalizia. "Stia buona fino a Natale" proviamo ad azzardare con la donna di Firenze, vedrà allora. Cosa? Domanda la turista di Firenze. Un percorso favoloso, ma non è il caso di spiegare adesso, ci sarà tempo e modo. Bah, andiamo via un poco sconcertati, mettiamo che un pazzo, quel giorno, avesse fatto irruzione sul serio in Basilica, alle due del pomeriggio, con una lama affilata e zac ! No, le fotocellule invisibili si sarebbero azionate, sarebbe successo qualcosa, appunto qualcosa di generico che non conosciamo e comunque abbiamo fede. Cambiamo aria, a questo punto, giù, verso la città vecchia, silenziosa e anonima, stranamente, decisamente diversa dalle punte di caciara della mattina. Per terra le teste di carciofo sono spalmate apposta per dimostrarci cos'è il mercato, che vita si sprigiona al mercato. Non eravamo a conoscenza invece di un gruppo di giovani, appassionati della canzone napoletana e di Mario Merola. I ragazzi della Giudecca. Apprendiamo da locandine incollate sui muri di via Trieste che, sabato scorso, a Mario Merola è stata dedicata una serata speciale. Prendiamo nota, anche se inutilmente, a posteriori quando oramai quel che fatto è fatto. In ogni caso, leggiamo: "L'associazione pro-Ortigia, con la partecipazione del quartiere e di tutti i ragazzi della Giudecca, organizza la manifestazione canora in memoria del Re della sceneggiata". Sabato 25 novembre, piazza Percussore. Sul palco, Salvo e Nino Aloschi, Andrea Sapienza, Salvo Quattrocchi, Salvo Zito, ne "U' zappature". Chi dimentica? Non la prendemmo troppo sul serio la sceneggiata quando invece dovevamo farlo. La serata, dicono, è riuscita bene.
Siracusa. Ma il Caravaggio non era protetto?
Un quadro del Caravaggio, "Il Seppellimento di Santa Lucia", è esposto nella Basilica di Santa Lucia a Siracusa. Non è protetto da una teca blindata, ma ci sono sistemi di sicurezza che lo proteggono. Una turista di Firenze visita il quadro e non vede nessuno che lo guardi, ma non è sicura che non ci siano sistemi di sicurezza. Un gruppo di giovani della Giudecca, appassionati della canzone napoletana, organizza una serata canora in memoria di Mario Merola, che è stato dedicato una serata speciale il sabato scorso. La serata è stata un successo. La turista di Firenze visita anche il mercato di Siracusa, dove trova le teste di carciofo spalmate per dimostrare la vita del mercato.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo