Fra i trenta beni «in pericolo» Castello del Buonconsiglio e Rocca di Riva I beni culturali del Trentino devono essere maggiormente protetti da possibili attacchi terroristici. Per questo l'assessore provinciale Cogo ha lanciato il progetto per migliorare le misure di protezione dei trenta principali edifici storico-artistici tra i quali il Castello del Buonconsiglio di Trento, la Rocca di Riva, Palazzo Pretorio a Rovereto, oltre al Santuario di San Romedio, Villa Margon a Ravina e, ovviamente, il Duomo di Trento. Uno studio della Provincia rivela: indifese chiese, castelli e cappelle Monumenti a rischio terroristi L'allarme della Cogo: «Più misure di sicurezza» Potenziare le difese passive e attive, ricorrendo alle tecnologie più sofisticate ma che oggi sono alla portata di tutti per difendere i beni culturali del Trentino da possibili attacchi terroristici. Per questo l'assessore provinciale alla Cultura Margherita Cogo ha convocato ieri a Rovereto i sindaci e gli assessori alla cultura del Trentino per un duplice appuntamento: la visita esclusiva alle mostre attualmente aperte presso il Mart (con un'anteprima alla mostra «Mitomacchina» che verrà aperta ufficialmente al pubblico domani) e per l'illustrazione dei risultati di uno studio di fattibilità commissionato dalla Soprintendenza per i beni architettonici per la definizione degli interventi necessari a migliorare le misure di protezione di trenta principali edifici storico-artistici della provincia di Trento da atti terroristici. Le difese passive dei trenta beni monumentali considerati (porte, cancelli, portoni, serrature ecc.) sono abbastanza buone, ad eccezione di alcuni beni isolati. Le difese attive, invece (impianti di antintrusione, antincendio ecc.) sono generalmente insufficienti, con punte buone per il Castello del Buonconsiglio, la Rocca di Riva del Garda, l'Istituto Agrario di San Michele, il Palazzo Pretorio di Rovereto. Particolarmente indifesi risultano invece alcuni edifici di culto. Per quel che riguarda le risorse umane, che l'indagine considera generalmente insufficienti, le note dolenti vengono dal mancato aggiornamento e dalla precaria formazione del personale addetto alla custodia, che oggi non è mediamente in grado di affrontare situazioni di emergenza, come appunto eventuali atti di terrorismo o di vandalismo. Questo l'elenco dei trenta edifici considerati nella ricerca: Forte Strino «Strassensperre» a Vermiglio; Villa Margon e Cappella della Natività a Ravina; Palazzo Thun a Trento; Stazione ferroviaria di Trento; Palazzo Geremia a Trento; Castello del Buonconsiglio a Trento; Palazzo delle Albe-re a Trento; Cattedrale di San Vigilio a Trento; Doss Trento a Trento; Palazzo Pretorio a Trento; Castel Stenico a Stenico; Istituto Agrario di San Michele all'Adige; Campana dei Caduti di Rovereto; Ossario Militare e ruderi del Castello di Lizzana a Rovereto; Palazzo Pretorio a Rovereto; Castello di Rovereto; Palazzo Alberti a Rovereto; La Rocca di Riva del Garda; La Torre Apponale a Riva del Garda; Chiesa della Beata Maria Vergine Inviolata a Riva del Garda; Chiesa della Santa Maria Assunta a Riva del Garda; Chiesa di San Vigilio a Pinzolo; Teatro Sociale a Trento; Forte Belvedere a Lavarone; Santuario di San Rome-dio a Coredo; Palazzo della Magnifica Comunità a Cavalese; Audito-rium Santa Chiara a Trento; Castello di Sabbionara e Casa delle Guardie a Sabbionara; Chiesa di Sant'Anna di Montagnaga a Baselga di Pinè; Casinò municipale di Arco. «I risultati emersi - ha spiegato la Cogo - sono assai interessanti e ci hanno spinti a predisporre una apposita delibera, che andrà in giunta la prossima settimana, con la quale si rivedono i criteri di assegnazione di contributi per il recupero del patrimonio architettonico anche alla luce dell'impegno profuso dalle singole municipalità nel dotare i beni monumentali sul proprio territorio delle difese sufficienti ed efficaci necessarie».