PARIGI Quando le casse sono vuote, si vende l'argenteria. Succede nelle famiglie in difficoltà. Può succedere allo Stato. Quello francese ha messo sul mercato immobiliare parte di un patrimonio le cui dimensioni sono così gigantesche da sfuggire a un'esatta quantificazione: castelli, palazzi, edifici pubblici e «hotel particuliers», come vengono chiamate storiche residenze di aristocratici trasformate in sedi di ministeri ed enti statali. Ma anche prigioni, caserme, fari, ospedali come il famoso «Hotel Dieu», nel centro di Parigi. La «mission immobilier public» in due anni ha portato nelle case dello Stato oltre un miliardo di euro. È prevista la cessione di beni per un milione di metri quadrati, con un doppio obiettivo: ridurre il debito pubblico e permettere il risanamento di edifici che rischiano di andare in rovina. La Francia spende in media tre miliardi all'anno soltanto per la manutenzione di edifici storici. Almeno sulla carta, il cambio di destinazione d'uso e le ristrutturazione interne non devono compromettere l'immagine complessiva. In place Vendôme, un intero palazzo accanto al ministero della giustizia e all'Hotel Ritz è diventato sede di uno dei più importanti uffici legali internazionali. Un altro palazzo, in Rue de la Paix, è stato trasformato in un grande albergo. Male facciate esterne rimandano un'eterna atmosfera da letteratura ottocentesca. Fra i maggiori acquirenti, società immobiliari, fondi pensione e investitori privati francesi e stranieri. Il tornaconto per lo Stato è duplice: da un lato si mobilitano risorse, dall'altro il cambio di destinazione d'uso garantisce l'estetica e la sopravvivenza del bene stesso. Pur passando di mano, memoria e storia sono salve. L'ex Hotel Majestic, una delle sedi del ministero degli Esteri, oggi sede di conferenze internazionali, famoso per essere stato requisito dal Reich durante l'occupazione nazista e per aver ospitato la cerimonia degli accordi di pace per il Vietnam, diventerà un albergo a cinque stelle. Soltanto lo scorso anno, una decina di «hotel particuliers» sono passati di mano. Il gruppo Carlyle ha messo gli occhi su alcune delle più belle residenze della capitale e ha pagato 165 milioni di euro per un palazzo nella centralissima rue de Bac. Il gruppo americano Westbrook parteners ha siglato un contratto di vendita per un edificio Art Déco in place de la Madeleine. La disponibilità di edifici non manca e la domanda di nuove destinazioni è in continua crescita. La capitale francese ha fame di alloggi, uffici, alberghi. La regione di Parigi 12 milioni di abitanti, un quinto del prodotto lordo del Paese è il cuore dell'Europa continentale in costante espansione in tutti i settori : finanza, industria, congressi, turismo. Oltre alle esigenze economiche, l'operazione immobiliare punta alla funzionalità di uffici governativi e sedi ministeriali nel cuore della capitale. Un patrimonio prestigioso, ma dispersivo e poco funzionale. È stato calcolato che un terzo delle proprietà dello Stato è occupato da uffici governativi; secondo qualche studioso, un burocrate pubblico ha a disposizione uffici 5 volte più grandi di un impiegato privato. Così il governo ha cominciato a discutere l'ipotesi di trasloco di ministeri in aree periferiche, come già avvenuto per il ministero dell'Economia nel nuovo quartiere di Bercy. La strategia sarebbe finalizzata anche a riqualificare il territorio dopo la crisi delle banlieues. Ma su questo punto non sono mancate le resistenze della burocrazia e le polemiche. L'operazione non riguarda soltanto Parigi: il solo ministero della Difesa è proprietario dello 0,5 del territorio del Paese, 30 milioni di metri quadrati abitabili. Fra i gioielli di famiglia, sono in vendita un'ottantina di succursali della Banca di Francia. E così sarà per alcuni e meno noti castelli della Loira: monumenti minori, poco visitati e in qualche caso in rovina. In attesa di vendere il più possibile, un programma speciale di 70 milioni di euro all'anno è stato destinato alla manutenzione. Si può vendere l'argenteria, non le macerie. La torre, i soldi e i restauri Si vende qualcosa anche per riuscire a restaurare qualcos'altro. La Tour Saint Jacques, nel quarto arrondissement di Parigi edificata tra il 1509 e il 1523 in stile gotico, unica parte sopravvissuta della chiesa di Saint Jacques de la Boucherie, distrutta nel 1797 è il simbolo dei monumenti storici in perenne restauro. Un po' perché molto fragile, un po' perché le casse del governo francese (che non vivono un buon momento) non sempre riescono a garantire i finanziamenti utili a portare a termine in fretta i lavori. Da qui la decisione della colossale vendita di immobili storici: per ridurre il debito pubblico, incassare soldi per la manutenzione e far risanare ai privati edifici che altrimenti rischierebbero la rovina.
Vendesi palazzi storici, la corsa di Parigi. Dai castelli agli hotel: in due anni ceduti dal governo edifici per un miliardo
La Francia sta vendendo un patrimonio di immobili storici, tra cui castelli, palazzi, edifici pubblici e hotel, per ridurre il debito pubblico e permettere il risanamento di edifici che rischiano di andare in rovina. La missione immobilier public ha portato oltre un miliardo di euro in due anni. I beni da vendere includono prigioni, caserme, fari e ospedali, come il famoso Hotel Dieu a Parigi. La vendita è prevista per un milione di metri quadrati e il doppio obiettivo è ridurre il debito pubblico e permettere il risanamento di edifici. La Francia spende in media tre miliardi all'anno per la manutenzione di edifici storici.
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