Settis con Zagrebelsky a Bari per le Parole della Costituzione Stamane il direttore della Normale sarà al Piccinni con il presidente emerito della Corte costituzionale In programma una conferenza sull' articolo 9 della Carta per la tutela del patrimonio La Puglia Questa regione ha una enorme densità di tesori artistici e archeologici da porre sotto salvaguardia l' appuntamento «Bari ha fatto scuola con l' abbattimento di Punta Perotti». Salvatore Settis, presidente del Consiglio superiore dei beni culturali e direttore della Normale di Pisa, non ha dubbi. «Nonostante tutti i tentennamenti si è arrivati al ripristino della legalità e, come tale, la demolizione dell' ecomostro va citata d' esempio a tutto il resto del Paese». Qualche volta anche il Sud può riuscire a dare lezioni, allora? «Direi, visto che e considerato che, purtroppo, anche in altre regioni che si autopromuovono come paladine della tutela dell' ambiente l' abbattimento di costruzioni abusive resta una rarità». "Cultura e patrimonio artistico" sarà il tema del suo intervento al Piccinni per "Le parole della Costituzione". Può anticiparcene i contenuti? «Parlerò dell' articolo 9 della Costituzione, quello che, parola pochi anni fa dell' allora presidente Ciampi, è il più originale della nostra carta costituzionale». Articolo che, forse converrà ricordarlo a vantaggio dei lettori, recita che «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico». Quali sono le caratteristiche che, a suo avviso, ne definiscono l' originalità? «Intanto ha radici molto profonde nella cultura italiana, non è un caso, d' altra parte, che sia collocato fra i princìpi fondamentali dello Stato. Sarebbe opportuno che un po' tutti ci interrogassimo sul percorso che ha condotto alla sua formulazione». Quanto alla sua applicazione, invece? «Se pensiamo alle più volte ventilate dismissioni ai privati dei beni culturali e artistici italiani, storia di questi anni recenti, non possiamo fare a meno di prendere atto che si è trattato di autentici attentati all' articolo 9». Qual è allora il suo giudizio sul progetto di casa Laterza "Le parole della Costituzione"? Utile a rinfrescare la memoria? «La nostra carta costituzionale è un deposito di valori intangibili e, per capire come e perché siano tali, iniziative come quella barese non risultano solo opportune ma da replicare». L' articolo 9 e la Puglia, il cahier di dolèance sarebbe lungo a ben guardare, dall' Uomo di Altamura al caso di Grotta Paglicci, quanto poco sono fruiti e tutelati i tesori della regione. Non le pare? «L' Italia in generale, la Puglia in particolare, hanno una densità a dir poco considerevole di beni archeologici e paesaggistici da difendere. Una ricchezza talmente grande da poter indurre allo scoraggiamento, magari a pensare che non si può riuscire a salvaguardare tutto. Invece no, questa ricchezza dobbiamo difenderla per intero». D' accordo, ma in quale modo? «Il guaio è che oggi sta prevalendo una visione economicistica e di bassa gittata, che spinge a sostenere solo quanto produce quattrini nell' arco di pochi giorni. Mentre la redditività che può scaturire dalla tutela dei beni artistici e archeologici ha ben più lunga durata, nell' ordine dei secoli direi. Assodato questo va da sé che, alla base, la questione è fra scelte e priorità». Eppure il problema restano i fondi: quando lo Stato deve operare dei tagli comincia sempre dalla cultura, quasi si trattasse di un bene superfluo. E se denaro non ce n' è, professor Settis qual è la sua ricetta? «Facciamo un passo indietro: l' Italia degli anni ' 50, stremata dalla guerra, era sì poverissima ma i soldi per la tutela dei suoi tesori e per la cultura li raccimolava. Oggi siamo molto più ricchi e non li troviamo. Questo è un fatto. Cominciamo a puntare meno sugli eventi estemporanei, per esempio. E preoccupiamoci poi di quei 200 miliardi di euro sottratti nel 2005 dagli evasori alle casse dello Stato. Ecco un altro fatto: i soldi ci sono».
'La fine di Punta Perotti è una lezione di legalità'
Settis, direttore della Normale di Pisa, si trova a Bari per una conferenza sull' articolo 9 della Costituzione, che tutela il patrimonio storico e artistico. L' articolo 9 è considerato originale e ha radici profonde nella cultura italiana. Settis sostiene che la sua applicazione è stata spesso compromessa dalle dismissioni ai privati dei beni culturali e artistici italiani. L' Italia, in generale, e la Puglia, in particolare, hanno una densità considerevole di beni archeologici e paesaggistici da difendere. Settis sostiene che la tutela dei beni artistici e archeologici ha una redditività a lungo termine, ma che il problema è che il denaro non è sempre disponibile.
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