è un gioco di società che va rapidamente diffondendosi. Vi prendono parte politici, addetti ai lavori, operatori della comunicazione, osservatori delle istituzioni, componenti del ceto riflessivo. Va di moda nei salotti e nelle fabbriche, nelle redazioni e nei bar da happy hour, nei club services e nelle sale d' aspetto degli aeroporti. Si tratta in sostanza di elencare i principali "affari" in corso nella nostra regione, trascriverli in un "pizzino" custodito poi accuratamente dal notaio del gioco e verificare dopo un anno, secondo regole prestabilite e condivise, se la semplice intuizione ha ricevuto conferma e si è trasformata in una più ragionevole ipotesi. Vince ovviamente chi realizza più conferme nella sua lista. Nel senso che indovina gli affari più lucrosi e, in aggiunta, i soggetti che da questi affari hanno ricavato i programmati vantaggi. Ovviamente sono rigorosamente espulsi dal gioco stesso gli "insider trading". Mentre è ammessa l' utilizzazione di informatori, la consultazione di documenti, il rivolgersi a consulenze specializzate. Parliamo - fuori dallo scherzo - di affari in corso. Con il termine affari intendiamo riferirci a un processo di spesa pubblica organizzato talvolta in modo tale da favorire interessi privati più che rispondere ad esigenze più complessive di sviluppo ed occupazione. Affare non è necessariamente sinonimo di illegalità. Sempre però di distorsione e inefficienza nella gestione dei fondi della collettività. Gli affari in corso più citati riguardano intanto il piano di dismissione immobiliare che la Regione Sicilia sta mettendo in atto. Segue, a ruota, l' attività delle cosiddette società miste create dalle amministrazioni locali. In tanti poi ricordano la "cattura" dei fondi europei, con particolare riferimento alla valorizzazione dei beni culturali (restauri a iosa, proliferazione di micro-musei, improbabili offerte turistiche). E, ancora, l' accesso all' aiuto pubblico per far nascere una nuova impresa e non per innovare o espandere un' impresa già esistente. Altri due affari di gran moda, se così può dirsi: l' agriturismo e le coltivazioni biologiche. E' appena il caso di annotare che nel gioco prima accennato si procede a colpi d' accetta, indulgendo in semplificazioni e generalizzazioni per puro spirito ludico. Ma come in ogni gioco, realtà e fantasia si intrecciano. Del resto mentre alcuni affari, quello a esempio delle dismissioni immobiliari della Regione, sono in un certo senso una "new entry" nell' attenzione degli analisti, altri, quelli dell' agriturismo e del biologico, sono da tempo nel mirino dei sospetti. Vista l' interpretazione estensiva delle caratteristiche che dovrebbero connotare una struttura agrituristica al momento dei controlli sull' impiego dei corposi incentivi concessi. E l' abbondanza inusuale della produzione biologica sulla carta, stante una domanda ancora debole, a confronto di quella offerta da altre regioni. E l' elencazione abbozzata e proposta non è affatto esaustiva di tutti gli affari in corso. Il gioco, manco a dirlo, continua.
SICILIA, DISMISSIONI Il gioco degli affari in corso
Il gioco di società "Affari in corso" sta diffondendosi rapidamente tra politici, addetti ai lavori e operatori della comunicazione. Il gioco consiste nell'elencare i principali "affari" in corso nella regione, trascrivendoli in un "pizzino" e verificando dopo un anno se la semplice intuizione ha ricevuto conferma. Vince chi realizza più conferme nella sua lista. Il gioco si concentra su affari come la dismissione immobiliare, la "cattura" dei fondi europei, l'accesso all'aiuto pubblico per far nascere una nuova impresa, l'agriturismo e le coltivazioni biologiche.
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