Risale all'XI-XII secolo. Il ministero potrebbe decidere di «salvarla» Piazza Vittoria Nuova incognita archeologica per i lavori Da alcuni i giorni è oggetto di una curiosità assidua e quasi amorevole da parte dei tanti passanti che seguono l'andamento dei lavori. Prima ha cominciato a distinguersi sommariamente il perimetro delle mura. Poi sono affiorati i grandi blocchi di pietra bianca. Scavando, le pareti superstiti (tre e un tratto) hanno cominciato a stagliarsi persino con una certa maestosità. E così, pezzo dopo pezzo, nello slargo dove stanno avanzando i sondaggi archeologici per la realizzazione della stazione «Vittoria» del metrò bresciano, ha preso forma la base di un'antica casa-torre, con tanto di scala interna. SCAVI ANNI SETTANTA. Una sorpresa a metà, per gli studiosi. «L'esistenza della casa-torre di epoca basso medievale - spiega Andrea Breda, della sede bresciana della Sovrintendenza archeologica della Lombardia - era nota fin dagli anni Settanta quando, durante i lavori per l'autosilo di piazza Vittoria, alcune parti affiorarono». All'epoca, ricorda Breda, una parte della torre venne rovinata dalla realizzazione di una cabina elettrica: «Gaetano Panazza documentò l'esistenza di questa casa-torre e la studiò per quanto allora possibile, datandola intorno all'XI-XII secolo. Gli scavi non avanzarono, non si sapeva insomma lo stato di conservazione delle mura». Uno stato buono, a giudicare da quello che sta emergendo. Uno stato favorito forse dal fatto che la base della torre, che adesso è visibile per 3-4 metri, in epoche più recenti aveva avuto una propria vita, ed era stata utilizzata come cantina. SEGNALAZIONE PREVENTIVA. Il giacimento archeologico era stato segnalato fin dal giugno 2003 all'Associazione temporanea di imprese che realizza il metrò bresciano. Adesso, finiti i lavori per spostare i sottoservizi (cavi elettrici, teleriscaldamento, fognature, acqua) l'attenzione può concentrarsi proprio sui resti archeologici. Alcuni sono risultati di scarso valore. Altri, come la casa-torre, di sicuro interesse. «Questa - ricorda Breda - era un'area significativa in epoca medievale. All'inizio di via Dante proprio gli scavi i questi mesi hanno messo in luce le fondamenta di una seconda casa-torre. Ora si tratta di proseguire l'ispezione in via Verdi verso sud, dove c'è un'area di circa 600 metri quadrati ancora da affrontare». LA MISSIVA DI NOVEMBRE. Intanto la Soprintendenza di piazzetta Labus, a metà novembre, ha già scritto a Brescia Mobilità (il committente della metropolitana leggera automatica) per segnalare, come ricorda Breda, che «il parere definitivo sui lavori potrà giungere solo dopo la conclusione degli accertamenti archeologici preventivi». Accertamenti che saranno tanto più accurati vista la profondità delle mura superstiti e la necessità di capire la loro relazione con il contesto circostante. Sembra da escludere la presenza di tracce di mura. Ma è possibile che in questo settore della città di fosse una concentrazione di torri: una «San Giminiano» in miniatura che ottocento secoli fa forse svettava in questa zona. Chi deciderà se questi resti vanno salvaguardati? «La competenza - spiega Andrea Breda - è della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici», ovvero un un ufficio dirigenziale generale periferico del ministero dei Beni culturali istituito nel 2004 che ha la funzione di coordinare l'attività delle soprintendenze di settore esistenti sul territorio e di offrire un punto di riferimento istituzionale per i rapporti fra il ministero e gli enti locali. Il verdetto finale, insomma, verrà da Milano. IL CIMITERO DI SANT'AGATA. Neppure lo scavo della casa-torre già affiorata è peraltro completato: Brescia un tempo sorgeva su un piano campagna molto ribassato rispetto a quello attuale, ed è possibile che le mura della casa-torre scendano ancora più in profondità rispetto ai 3 metri messi in luce finora. Quello che continua a restituire, generosamente, i propri resti è l'antico cimitero di Sant'Agata. Nei giorni scorsi era affiorato più d'un resto anatomico. Ieri è toccato a un nuovo scheletro (l'ennesimo) che è venuto alla luce proprio accanto ai resti della casa-torre ed è stato come sempre oggetto di specifici rilievi da parte degli archeologi che stanno monitorando quest'area. LA POLEMICA POLITICA. Il centrodestra ha deciso di «cavalcare» i nuovi ritrovamenti e di lanciare l'allarme sul rischio di slittamenti nel cronogramma dei lavori. I capigruppo in consiglio comunale Andrea Arcai (Alleanza Nazionale) e Fausto Di Mezza (Forza Italia) hanno presentato un'interrogazione a risposta orale in cui chiedono al sindaco di sapere, dettagliatamente, di che natura siano i nuovi ritrovamenti archeologici, se dovranno essere mantenuti in loco e «in che misura potranno interferire o ritardare ulteriormente i lavori del cantiere». Più arrembante il comunicato del presidente della Nona Circoscrizione, Mario Labolani di An, che chiede un incontro urgente con presidente (Ettore Fermi) e amministratore delegato (Roberto Moreni) di Brescia Mobilità per avere notizie sul cantiere che «dopo un anno di lavori e di disagio inutile per i cittadini solo per adeguare i sottoservizi, si ritrova allo scavo con le mani da parte della Sovrintendenza a seguito del ritrovamento di nuovi reperti». Un modo diretto per saldare l'ovvio malcontento dei cittadini per i disagi causati dai lavori con la nuova incognita rappresentata dal ritrovamento della torre medievale. FERMI RASSICURANTE. Il presidente di Brescia Mobilità, Ettore Fermi, getta acqua sul fuoco e riconduce il quadro alla «normalità» delle procedure previste in questi casi. «Siamo in una fase di rapporti assidui con le Sovrintendenze - spiega il presidente di Brescia Mobilità - e bisogna attendere che l'istruttoria finisca per valutare se procedere oppure no alla rimozione del manufatto che è stato trovato». Fermi si dichiara «fiducioso» e «tranquillo» sugli sviluppi. Già a piazzale Cesare Battisti la tecnica ha mostrato di possedere importanti risorse per risolvere il conflitto con i ritrovamenti archeologici. Lo stesso potrebbe rendersi necessario anche per la stazione Vittoria, anche se a Brescia Mobilità fanno gli scongiuri. Quel che è certo è che il metrò bresciano può escogitare nuove tecniche di scavo ma non certo rinunciare all'unica, vera stazione prevista nel cuore del centro storico.
BRESCIA Una torre sulla strada del metrò
Il ministero dei Beni culturali ha deciso di salvare una casa-torre medievale scoperta durante i lavori per la stazione Vittoria del metrò bresciano. La torre, che risale all'XI-XII secolo, è stata scoperta a metà degli scavi e ha già affiorato parte delle sue mura. Gli scavi sono stati condotti dalla Sovrintendenza archeologica della Lombardia e hanno messo in luce anche altri resti archeologici, tra cui un antico cimitero di Sant'Agata. Il centrodestra ha lanciato un'allarme sul rischio di slittamenti nel cronogramma dei lavori, ma il presidente di Brescia Mobilità, Ettore Fermi, ha rassicurato che la situazione è sotto controllo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo