Custodire il patrimonio storico-architettonico di una terra non equivale soltanto a ripristinarlo strutturalmente. Ma occorre farlo conoscere. L'Irpinia è ricca di castelli e centri storici ristrutturati. Ma talvolta i finanziamenti erogati hanno generato solo cattedrali nel deserto. Come dire: le opere ci sono, ce ne sono pure tante, ma sono in pochi a conoscerle. Ed è per questa semplice ragione che ieri mattina, presso la sede della Provincia di Avellino, la Sovrintendenza ai Beni Culturali, l'assessorato alla Programmazione Negoziata e la maggior parte dei sindaci facenti parte del Pit Valle dell'Ofanto si sono dati appuntamento per lanciare una nuova sfida. Creare eventi culturali per diffondere la conoscenza del patrimonio territoriale. Dal castello di Monteverde a quello di Sant'Angelo dei Lombardi. Da quello di Calitri a quello di Bisaccia. E ancora, dal caratteristico centro storico di Aquilonia a quello più «intimo» di Morra. Per non dimenticare, poi, l'importante castello di Gesualdo. E così via. Tutti baluardi di una storia passata che potrebbero rappresentare, per l'Irpinia, lo stimolo per la crescita di un flusso stabile di turismo.