Piazza Armerina. Un altro passo è stato compiuto verso la rinascita della Villa Romana del Casale. E' stata, infatti, aggiudicata la gara d'appalto per il restauro del sito archeologico romano con la più grande superficie mosaicata del pianeta di epoca romana. A eseguire i lavori di restauro e di realizzazione della nuova copertura sarà il consorzio Stabile Aedars Scarl di Roma che si è aggiudicato la gara con un ribasso, inusuale per questi tempi, del 38,8 per cento. Al secondo posto si è piazzato il Consorzio stabile operatore beni culturali di Firenze che ha invece proposto un ribasso di poco inferiore, circa il 34. L'importo della gara, corrispondente con quello dei lavori a base d'asta, è stato di 13 milioni e 755 mila euro. Con l'offerta messa in atto dalla Aedars Scarl si risparmiano più di 5,3 milioni di euro, oltre 10 miliardi delle vecchie lire. Una enormità di quattrini che da soli potrebbero servire per rifare a nuovo una città e che adesso, almeno per la metà, ritornano nelle casse della regione siciliana. Occorre capire se le economie restanti potranno utilizzarsi per ulteriori interventi sulla villa o per eventuali varianti in corso d'opera. A definire la graduatoria, della tanto sospirata gara d'appalto, è stato l'ufficio regionale per le gare d'appalto (Urega), che qualche settimana addietro non vedendoci chiaro aveva sospeso la procedura di aggiudicazione per gli eccessivi ribassi operati dalle ditte, che per la loro entità sono stati considerati anomali. Infatti, la media dei ribassi operata nelle gare d'appalto di questo periodo si aggira intorno al 7,50 . Prima di definire la graduatoria l'Urega ha chiesto ai due consorzi di integrare la documentazione a corredo della gara con altre notizie che potessero, in qualche maniera, giustificare i cospicui ribassi. L'ufficio regionale ha voluto capire in che modo il consorzio Aedars Scarl possa completare con soli 8,4 milioni di euro opere che il progetto redatto dal Centro di Restauro di Palermo aveva quantificato in 13,7 milioni di euro. Comunque, adesso la palla passa alla Soprintendenza di Enna, in particolare al Responsabile Unico del Procedimento, l'architetto piazzese Rosa Oliva, che dovrà coordinare le procedure che precedono l'inizio delle opere di restauro. Gli addetti ai lavori temono che possa arrivare da parte del consorzio fiorentino, secondo classificato, la richiesta di sospensione della gara con un ricorso al Tar di Catania in virtù del ribasso operato dal consorzio vincitore. Ma intanto, un altro piccolo grande passo è stato fatto per restituire al lustro che gli spetta il pavimento mosaicata più grande e più famoso del pianeta.
SICILIA Piazza Armerina. Sui lavori alla Villa romana avanza una somma che in parte torna alla Regione
La gara d'appalto per il restauro della Villa Romana del Casale è stata aggiudicata al consorzio Stabile Aedars Scarl di Roma con un ribasso del 38,8% rispetto al prezzo di partenza. L'importo della gara è stato di 13 milioni e 755 mila euro, con un risparmio di oltre 5,3 milioni di euro. Il consorzio ha proposto un piano di restauro che prevede l'utilizzo di soli 8,4 milioni di euro, inferiore alle stime del progetto originale. L'ufficio regionale per le gare d'appalto (Urega) ha richiesto ai due consorzi di integrare la documentazione con altre notizie che possano giustificare i ribassi.
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