LO STUDIOSO ACCUSA. REPLICA SETTIS: CONFERME IN PRIMAVERA «Disegni molto brutti, che denotano la mano di una persona incapace a rendere la profondità dei volumi e lasciano la sensazione della grossolanità tipica dei falsari». Così lo storico dellarte Maurizio Calvesi ha commentato ieri le immagini raffigurate sul «Papiro di Artemidoro», il celebre reperto al centro di unaccesa polemica divampata a metà settembre, che ha visti contrapposti i due illustri studiosi del mondo classico Salvatore Settis, direttore della Normale di Pisa, e Luciano Canfora, ordinario di filologia greca e latina allUniversità di Bari. Il primo sostenitore dellautenticità del pezzo, laltro convinto si tratti di un falso. Calvesi si è espresso a margine di una conferenza tenuta alla Sapienza proprio da Canfora, che verteva ancora sul tema della falsità del papiro. Dure, con tono tranchant, le reazioni di Salvatore Settis e del presidente della Fondazione per larte della Compagnia di San Paolo Carlo Callieri. È stata la Compagnia ad acquistare per 2 milioni e 750 mila euro il reperto sul mercato antiquario tedesco, per affidarlo in comodato gratuito al Museo Egizio di Torino. Acquisto fortemente sostenuto da Settis, assolutamente convinto, come il papirologo Claudio Gallazzi, di trovarsi di fronte a un unicum di età ellenistica contenente la carta geografica più antica tramandataci dal mondo classico, oltre a disegni che raffigurano un bestiario, teste e altre parti del corpo umano. Riprendendo le tesi già espresse sul Corriere della sera, Luciano Canfora ha sostenuto ancora ieri (la conferenza era organizzata nellambito del Corso di laurea in Studi storico-artistici) che il papiro sarebbe un falso ottocentesco realizzato su materiale comunque assai più tardo, databile al X secolo. Canfora ha di nuovo analizzato il testo attribuito al geografo Artemidoro e la mappa, che secondo alcuni esperti potrebbe riferirsi non alla penisola iberica, come sostenuto finora, ma a qualsiasi altra parte del mondo. Dubbi da parte di Canfora anche sullincolonnamento che presenta delle difformità, così come la lunghezza, che varia continuamente, mentre la tradizione conferma una stesura dei papiri molto uniforme. Il testo poi non sarebbe il secondo Libro di geografia del celebre Artemidoro di Efeso, ma il suo riassunto redatto da Marciano e ripreso con varianti nel X secolo da Costantino Porfirogenito. A questo materiale piuttosto tardo si sarebbe poi ispirato un noto falsario dell800, Costantino Simonidis, personaggio complesso oggetto di ricerche da parte di Canfora (che su di lui starebbe pensando di scrivere un libro). A Simonidis potrebbero essere attribuiti anche i disegni che non piacciono a Maurizio Calvesi: «Il tratto è ben lontano dalla sottigliezza lineare degli antichi» ha aggiunto questi, riscontrando una «mano pesante e una mascella caricaturale molto moderna». «Come ho già scritto a suo tempo su Repubblica, ledizione scientifica del Papiro di Artemidoro uscirà la prossima primavera replica Settis Sarà questa loccasione per discutere sul papiro in tutti i suoi aspetti». Gli fa eco Callieri: «Abbiamo preso limpegno di supportare ledizione scientifica prima dellestate con un grande convegno internazionale». Parole essenziali, che denotano la volontà di non tornare su cose già dette e attendere piuttosto conferme definitive. Intanto ricercatori dellateneo romano approfondiranno lanalisi dei disegni contenuti nel papiro, mentre sono previste altre occasioni di incontro, anche con i sostenitori della sua autenticità. Al Papiro di Artemidoro e alla sua complessa storia si è dedicata durante le Olimpiadi una mostra allestita a Palazzo Bricherasio. Tra i visitatori, lo scorso febbraio, anche lallora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Nei programmi futuri, la sua esposizione tra le collezioni del Museo Egizio. (ma.p.)
PAPIRO DI ARTEMIDORO: Calvesi riapre il caso
Il Papiro di Artemidoro, un reperto al centro di una controversia, è stato acquistato dalla Compagnia di San Paolo per 2 milioni e 750 mila euro. Il direttore della Normale di Pisa, Salvatore Settis, è convinto dellautenticità del papiro, mentre il filologo Luciano Canfora sostiene che si tratta di un falso ottocentesco. Maurizio Calvesi, storico dellarte, ha criticato i disegni del papiro, che secondo lui denotano la mano di una persona incapace a rendere la profondità dei volumi. La Compagnia ha deciso di affidare il papiro al Museo Egizio di Torino in comodato gratuito.
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