Il più grande scavo archeologico aperto oggi a Roma è davanti allex Mattatoio, a Testaccio: un ettaro rinchiuso da un muro di cinta nel quale stanno riaffiorando - tra una quantità di "cocci", di pezzi di anfore, di mattoni di opus reticulatus - alcuni horrea datati tra il I e il II secolo d.C., i magazzini per le mercanzie sbarcate nel vicino porto sul Tevere, e poi i solchi delle vigne impiantati in epoca tardo antica sui resti dei magazzini, e ancora tracce di una cascina rinascimentale, una strada, il Vicolo della Serpe, che attraversava questo tratto di campagna romana fino all800. Tutto nellarea in cui sorgerà il nuovo mercato di Testaccio, fino a pochi mesi fa occupata dallex stadio per i "pulcini" della Roma. «Qui si vede come la città ha continuato a crescere su se stessa», spiega larcheologo Renato Sebastiani, della Sovrintendenza per i beni archeologici di Roma con delega agli scavi di Testaccio, «dallepoca romana fino a quella tardo antica, al medioevo, al rinascimento, allottocento, riusando gli spazi e i materiali delle epoche precedenti, adattandoli alle circostanze cambiate della realtà cittadina». E così i grandi magazzini di quando Roma aveva quasi un milione di abitanti, ai tempi di Costantino, due secoli dopo, ridotta la popolazione a 40 mila persone, venivano adoperati per usi diversi, spesso i mattoni andavano a costruire nuove case oppure, come qui, finivano a rinforzare i solchi intorno ai vigneti, lastricavano nuove strade, e pezzi di colonne in marmo verde erano calcinati insieme a pietre nei muri della casina di cui è stata rinvenuta la cantina in cui si faceva il vino, col posto per il torchio per spremere luva. «In questarea vogliamo avviare un progetto integrato», spiega Sebastiani, «costruendo il mercato, ma allo stesso tempo tutelando i beni archeologici che sono stati rinvenuti e valorizzandoli». Per questo il nuovo mercato, al quale sarà affiancato un centro commerciale, alcune unità abitative e un parcheggio, sarà completato, nel sottosuolo, da unarea archeologica di più di 3 mila metri quadri, visitabile. «Un pezzo del museo diffuso che abbiamo intenzione di creare nel quartiere di Testaccio, un quartiere che si estende sullantico centro della Roma imperiale, collegando tra di loro in un unico percorso visitabile il porto romano, sullargine del Tevere davanti a Porta Portese, il Porticus Aemilia, lenorme edificio costruito lungo il Tevere come deposito annonario, i magazzini che stiamo scoprendo, il monte dei Cocci, ma anche larea di prati dietro al monte lasciati liberi per permettere le scampagnate ai romani dal Rinascimento fino allinizio del '900, i palazzi costruiti a metà '800 per il quartiere operaio, fino ai "villini" degli anni 30, abbattuti negli anni 60, e al campetto di calcio. Vogliamo che qui si possa avere uno spaccato della vita della città in questarea dai tempi dei romani ad oggi, come avviene nella Crypta Balbi, ma in un territorio molto più ampio». Per la fine del 2008 il nuovo mercato, con la sottostante area archeologica, dovrebbe essere pronto: «Da quel momento il museo sarà aperto e faremo partire anche le visite guidate al museo diffuso». Anche perché questo quartiere è già da oggi uno dei più frequentato dai turisti: «Molte guide straniere lo segnalano, ma quando arrivano qui i turisti non sanno cosa vedere, letteralmente: per questo abbiamo pensato, con il gabinetto del sindaco, di avviare il progetto di museo diffuso con una serie di servizi ad hoc». Ma le scoperte che si stanno facendo nellarea dellex campetto della Roma sono importanti non solo per i turisti, ma anche per gli studiosi: «Stiamo scoprendo», ci dice larcheologa Silvia Mellace, «che in questi horrea erano custodite soprattutto anfore di vino cretese. Questo permetterà di ricostruire i commerci che venivano fatti allepoca, con quali porti, con quali paesi. E ci spiegherà qualche cosa in più della Roma di allora