SASSARI. Ore 10, Centro di restauro, lezione di Archeologia. In cattedra il soprintendente Vincenzo Santoni, davanti una folta delegazione dell'amministrazione di Palazzo Sciuti. Per alcuni è una novità assoluta, altri sono già stati in quella sede avveniristica a metà strada tra Sassari e Porto Torres. A fare gli onori di casa pensano le archeologhe Antonietta Boninu e Daniela Rovina, che dirigono la struttura. L'incontro di ieri fra la Soprintendenza e la Provincia è la conferma di un rapporto di collaborazione avviato nei primi anni Ottanta. L'area, di proprietà della Provincia, era destinata in origine ad accogliere un nuovo ospedale psichiatrico che dopo l'approvazione della legge Basaglia non è mai decollato. Così, quattro anni fa, la giunta che governava Palazzo Sciuti, d'intesa con la Soprintendenza, aveva deciso di trasferire personale e attrezzature dalla sede angusta di viale Umberto. Oggi il Centro di restauro di Li Punti è una struttura d'eccellenza unica in Italia oltre a quella di Firenze. Una ventina di esperti lavora per restituire alla storia reperti rinvenuti durante le campagne di scavo realizzate nei siti di tutta la Sardegna. Di recente, nelle sale del Centro della Soprintendenza, sono state ricoverate le statue di Monti 'e Prama, circa quattromila reperti che per la loro datazione potrebbero riscrivere pagine importanti di storia sarda. Fra questi, ci sono le statue di 27 guerrieri, 365 modellini di nuraghe e 13 teste che dovranno essere trattati dalle mani sapienti dei restauratori e non solo. Il cuore pulsante del Centro è la sezione diagnostica diretta da Alba Canu, dotata di un so-fisticatissimo microscopio elettronico a scansione che per le elevate prestazioni viene spesso utilizzato, previa autorizzazione della Soprintendenza, anche dal personale medico e biologico dell'università. La delegazione della Provincia, guidata dal vicepresidente Franco Borghetto e dagli assessori Pinuccio Vacca (Affari generali) e Laura Paoni (Istruzione) segue con attenzione le lezioni improvvisate davanti agli enormi tavoloni in cui sono adagiati i reperti: alcuni prendono appunti, altri scattano fotografie con le digitali. La visita riveste particolare importanza in un momento delicato, proprio quando si profila il trasferimento della titolarità delle competenze, dallo stato alla Regione, nella gestione dei beni culturali. Sulla struttura di Li Punti, che ospita anche il nucleo tutela patrimonio culturale dei carabinieri, comandato dal capitano Gianfilippo Manconi, c'è un progetto importante in cui la Provincia è capofila. L'intento è farne un'area d'eccellenza per i beni culturali con la collaborazione di alcuni enti, fra cui il Comune, l'università e il Cnr. A questo si aggiunge l'altro progetto, la creazione di una scuola di alta formazione per il restauro, tappa obbligata nel curriculum del personale di Soprintendenza e università.