Affori come tanti anni fa. L'architetto Paolo Favole, che ha vinto il concorso per la sistemazione di piazza Santa Giustina e dei viali limitrofi, prima di disegnare è andato a rivedersi libri e tavole di quando Affori era municipio autonomo. E ha cercato di imitare quanto più possibile. Ad esempio: gli abitanti più anziani si sono ritrovati il viale prospettico di villa Litta, con la camminata centrale e un doppio filare di alberi al fianco. Per chiudere, invece della cancellata classica è stata messa una vetrata: in questo modo, anche di sera si può passare da qui e godersi il panorama della Villa, del parco e della fontana messa di nuovo, grazie alle luci basse che illuminano il vialetto. Gran lavoro anche su viale Affori. Via i marciapiedi, per mettere tutto allo stesso livello, nuovo pavimento, alberi e traffico a senso unico seguendo un percorso sinuoso: quello che in molte capitali europee chiamano «woonerf» e che costringe le auto a ridurre la velocità. Di qui si arriva in piazza Santa Giustina: quella che era utilizzata come un parcheggio, con tanto di posti auto segnati sulla pavimentazione. Ora, ripercorrendo il disegno originario dell'architetto Moraglia, il quadrato della piazza è tornato pedonale: in porfido rosso per distinguerlo dalla beola grigia del resto della piazza. Sono stati inseriti ex novo due gruppi di sedute in marmo bianco (che necessiterebbero di una ripulita), disposte in quadrato ai lati della piazza. Per qualche motivo imponderabile la catena che dovrebbe tenere chiusa la piazza è abbandonata per terra: e così di sera le auto tornano ad impossessarsi del sagrato, come dimostrano le macchie d'olio che già rovinano il porfido. Certo, anche in questo intervento di risanamento, costato poco meno di 2 milioni di euro, ci sono i problemi. La pulizia, ad esempio: visto che spesso l'immondizia si accumula di fianco ai muri perimetrali della Villa o che nessuno ha mai pensato di dare una bella lavata alla vetrata. Oppure, c'è la questione dei parcheggi che comunque mancano. O ancora, delle baracche che si intravedono lungo il vialetto e che il Comune non riesce a far abbattere (non saranno pericolose quelle lamiere?). Ci sono i problemi, insomma. Ma la gente, qui, pare contenta.