«IL luogo è brutto, nato da un intervento sbagliato di un architetto indiscusso ma che ha fatto un'impresa sbagliata. Ha preso la piazza e l'ha occupata». L'assessore alla Cultura presenta una mostra di cinque artisti clochard sotto il porticato rosso e verde di piazzale Cadorna, e attacca Gae Aulenti, l'architetto che ha riqualificato la piazza. «Non è tanto 1' "Ago e il filo". L'elemento di maggior disturbo è il porticato, perché sfigura il piazzale, facendole perdere la sua configurazione originaria». Così, circondato dai clochard e dalle loro opere, Sgarbi continua nella sua polemica. «Bisogna ringraziare Aulenti e De Corato, che ci hanno dato questa capanna indiana che giustamente viene usata come dormitorio da chi non ha casa». La risposta di Aulenti non si fa attendere. «di critica - premette -. Bisogna però ricordare all'assessore che l'opera di Claes Oldenburg è nel catalogo della mostra al Castello di Rivoli insieme altre opere che si trovano nelle principali capitali mondiali, da Barcellona a Washington. Credo che dovrebbe essere un orgoglio per la città. Sgarbi mi piace molto per la sua energia ma lo invito a un confronto. Gli direi di impiegare le sue energie per il futuro». Proprio a due passi dall'"Ago e il filo" sono esposte le opere della mostra "Colori e suoni. 2884 minuti per gli invisibili", una esposizione dei quadri di cinque artisti clochard che da oggi a domenica saranno sotto il porticato della stazione. «Ci sono artisti contemporanei che fanno opere molto più brutte ma hanno gallerie che li accolgono - ha detto Sgarbi -. Queste ospitate a Cadorna hanno piena legittimità. Nel luogo di Milano che guardo con maggior dispetto - ha concluso Sgarbi - mi sono trovato a presentare i dipinti di persone che animano questo spazio con creazioni che sono la prova della loro libertà».