PALERMO. Dall'articolo 101, sulla Sanità, ai finanziamenti europei, i punti che mettono in crisi i piani economici di Cuffaro PALERMO. La corsa all'approvazione delle Finanziarie, tra Palermo e Roma, continua ad alimentare il clima ad alta tensione tra i due Poli. Nel corso dell'ultima conferenza stampa a Palazzo dei Normanni, i parlamentari nazionali del centro sinistra - capeggiati dal vice ministro diessino Angelo Capodicasa - ad esempio, hanno spiegato come la Finanziaria nazionale, pur difficile, sarebbe in fondo benigna verso il Sud e la Sicilia. Per via di tutta una serie di finanziamenti destinati all'Isola (tra cui 1 miliardo in 3 anni per la viabilità provinciale, altri 980 per infrastrutture viarie e ferroviarie, 105 milioni per avviare la zona franca. 50 milioni per i precari palermitani, età). E poiché il governatore Salvatore Cuffaro aveva tuonato contro il provvedimento del governo Prodi, lo stesso Capodicasa l'aveva sfidato ad un pubblico dibattito. «Cuffaro si trova in stato confusionale, perché è del tutto evidente che si aggrappa a speciose argomentazioni. Possiamo interloquire in altre sedi, magari cominciando a fare dei raffronti - aveva ribadito - fra ciò che è arrivato alla Sicilia negli ultimi 5 anni e quanto è stato fatto nei primi 6 mesi di governo dell'Unione». In difesa del governatore, è però sopraggitto l'immediato soccorso azzurro del coordinatore regionale di Fi, Angelino Alfano: «Probabilmente, la sinistra siciliana avrà letto ed esaminato un altro testo, sicuramente non quello della manovra finanziaria nazionale. La pericolosa creatività dell'opposizione deve avere un limite". Dichiarazioni con la baionetta in canna, soprattutto alla vigilia della manifestazione nazionale del 2 dicembre a Roma contro la Finanziaria, indetta dalla Cdl, che non vedrà però sfilare in piazza l'Udc di Casini e Cesa. Per quella data, impegnati a Palermo con la direzione nazionale del partito in un meeting nazionale sulla "Integrazione e legalità nell'Europa cristiana". Ma lo scontro tra Palermo e Roma - Finanziaria nazionale permettendo - contìnua ad alimentarsi anche su altri versami. A cominciare dal capitolo rifiuti. L'ultima doccia fredda per il presidente Cuffaro, è arrivata mercoledì scorso dal Ministero dell'Ambiente. Con lo stop and go ai lavori per la realizzazione dei 4 termovalorizzatori, un businnes di oltre 2 miliardi di euro, fino all'ultimo strenuamente difeso dallo stesso governatore e dalla maggioranza della Cdl. La precedente autorizzazione ministeriale, per "vizi" sull'iter del provvedimento del precedente ministro Matteoli (omesso il parere della direzione tecnica imposto per legge), è stata revocata. Scatenando le ire del governatore e del leader della Cdl, «Le motivazioni poste a base della proposta di sospensione sono prive di fondamento. E' chiaro che le decisioni assunte dal ministro dell'Ambiente - ha attaccato Cuffaro -hanno valenza prettamente ed esclusivmente politica » Mentre il capogruppo all'Ars di Fi, Francesco Cascio, ha definito -allucinante e scandaloso» l'esito della conferenza di servizi che ha sospeso le autorizzazioni. «Com'è possibile - si è polemicamente chiesto - che gli stessi ministeri che precedentemente hanno concesso le autorizzazioni, ora si esprimono in maniera contraria?». Resta ancora alta la tensione anche su tutta la partita relativa all'articolo 101 della Finanziaria, relativa alla compartecipazione (in parte indotta) della Regione alla spesa sanitaria. «E' una misura iniqua - è ritornato ad attaccare per conto del governo regionale l'Assessore alla Sanità La Galla - vanifica tutti gli sforzi avviati dalla Regione ed azzera ogni concreta possibilità di riequilibrio finanziario». Altro incandescente fronte di scontro, l'assegnazione dei fondi comunitari del Pon (programmi operativi nazionali), destinati alle Regioni ad obiettivo "convergenza". Che il governo nazionale vorrebbe gestire centralmente. . «Una proposta insoddisfacente - l'ha già bocciata il governatore siciliano - c'è il rischio che le somme inizialmente assegnate alla Sicilia possano finire in altre Regioni». Ma i Pon, spiegano dalla Cgil siciliana, comportando "interventi strategici" nel settore della ricerca, della formazione, per infrastrutture - tra l'altro già concordati a livello nazionale oltre che da Cgil, Cisl e Uil, anche da Confindustria e te Regioni - e coinvolgendo territorialmente un insieme di Regioni, vanno gestiti necessariamente ad un livello superiore. «La verità è che Cuffaro punta ad avere la potestà esclusiva di tutte le risorse dell'UE - mettono in guardia alla Cgil e nessuno deve mettere mano sia sotto il profilo del controllo sia della programmazione».