Le biblioteche nazionali entrano nel mirino della Corte dei conti mentre il valzer delle nomine di quadri e direttori del ministero dei Beni culturali è al suo tourbillon. Il momento peggiore insomma per avere i riflettori puntati addosso. Anche perché a essere oggetto dei rilievi più severi del magistrato inquirente Maurizio Giordano è proprio la direzione generale per i beni librari. Settore del ministero al cui vertice siede, dal 2004, quel Luciano Scala che è il motore immobile e lo stratega del rimescolamento in corso nel risiko interno al dipartimento. Ma quali sono i rilievi della Corte dei conti? Secondo la magistratura contabile vi sarebbe stata «una certa ambiguità e una scarsa organicità complessiva» nella gestione del piano di potenziamento previsto per il rinnovo delle attrezzature delle biblioteche generali. Mentre si registrerebbero ancora ambiguità «nelle procedure per lo svolgimento dei lavori, in prevalenza restauro di beni mobili, ma anche adeguamento delle strutture, impiantistica, e acquisto di beni e servizi». Uno scenario pesante che ha destato più di una perplessità all'interno del ministero dove cresce il disagio provocato da alcune iniziative interne alla direzione per i beni librari. Come il recente protocollo d'intesa concernente l'istituzione del Centro per il libro e la lettura. L'intenzione del protocollo sarebbe infatti quella di sopprimere le direzioni di due biblioteche romane - la Vallicelliana e la Casanatense - con la creazione di una struttura dirigenziale unica, cui verrebbe preposto non un bibliotecario ma un amministrativo. Il nome che gira è quello dell'ex segretario comunale di Colle Longo (in provincia de L'Aquila, Vitaliana Vitale, attualmente incaricata con un contratto da esterno. Ma non è la sola anomalia che si registra al ministero. Anche l'iniziativa di Francesco Rutelli su tagli e rimpasti all'interno dei "parlamentini" del dicastero lascia molto perplessi. Perché se da un lato il ministro riduce i componenti del Consiglio superiore per i Beni Culturali - che passa da 17 a 16 membri - dall'altra istituisce il Consiglio per il Libro, composto da 38 rappresentanti delle diverse istituzioni a cui si aggiungono altri 8 membri del comitato di indirizzo e 3 membri del collegio dei revisori dei conti. Un totale di ben 49 membri, lasciando fuori quelli dell'istituendo Osservatorio per il libro. Ma il maggiore attivismo all'interno del ministero lo sta dispiegando, come si diceva, proprio il direttore generale per i beni librari Luciano Scala. Che in una partita a distanza con la nuova segreteria generale si sta muovendo per collocare direttori di biblioteche e dirigenti in posti chiave. Obiettivo di Scala naturalmente è quello di mantenere il suo attuale incarico, aiutato in questo da uno sponsor come l'accademico Tullio Gregory, che gode a sua volta dell'influente amicizia del ministro per l'Economia Tommaso Padoa-Schioppa. Il nuovo scenario che Scala avrebbe in mente per far quadrare il suo piano passerebbe innanzitutto per la defenestrazione dell'attuale direttore della Biblioteca nazionale di Roma Osvaldo Avallone, da sostituire con l'attuale direttrice di Patologia del Libro Annida Batori. Che grazie alla riorganizzazione delle biblioteche nazionali si troverebbe a capo di una struttura dotata di autonomia che significa maggiore peso politico, e soprattutto stipendi ai dirigenti, a partire da 136 mila euro l'anno. Avallone dovrà consolarsi con la biblioteca di Archeologia e Storia dell'Arte che vede in partenza Stefania Murianni, destinata all'Estense di Modena. Diventano itineranti invece due direttori come Angela Cavarra - che oltre a dirigere la Casanatense di Roma assume l'interini della Nazionale di Bari - e Roberto di Carlo, che prenderebbe l'interini dell'istituto centrale per il catalogo unico. Da qui dovrebbe fare le valigie Marco Paoli inviso al direttore generale Scala. Anche a livello di direzione generale Scala mira a un radicale spoil System. Punta a liquidare il direttore del sistema bibliotecario nazionale Angela Benintende - dirottandola all'ufficio per il diritto d'autore e vigilanza sulla Siae - per sostituirla con Nicola Macri, oggi incaricato del servizio affari generali, programmazione e bilancio. Dovrebbe invece restare al suo posto la dirigente del servizio istituti Culturali Rosa Vinciguerra. Sempre che Scala non cambi idea.
Scala reale per le nomine alle biblioteche nazionali
La Corte dei conti ha iniziato a indagare sulle nomine di quadri e direttori del ministero dei Beni culturali, con particolare attenzione alla direzione generale per i beni librari. Il direttore generale Luciano Scala è stato oggetto di rilievi per la gestione del piano di potenziamento delle biblioteche generali e per l'istituzione del Centro per il libro e la lettura. Scala mira a mantenere il suo incarico e sta cercando di collocare direttori di biblioteche e dirigenti in posti chiave.
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