Caro Ministro Rutelli, nella notte tra il 24 ed il 25 novembre 2004 numerosi comuni della provincia di Brescia hanno subito gli effetti di un devastante terremoto. L'operosità innata e la voglia di non lasciarsi vincere dalle circostanze ha fatto sì che al primo inevitabile momento di sconforto seguisse immediatamente una laboriosa e proficua fase di ricostruzione. Oggi, a più di due anni di distanza, anche grazie al contributo di enti pubblici e privati, la ricostruzione appare a buon punto e a giugno del prossimo anno la fase di emergenza verrà dichiarata esaurita. Tuttavia, è nostra intenzione richiamare oggi, dalle colonne di questo quotidiano, la sua attenzione su un aspetto che ci sta molto a cuore, il restauro dei beni monumentali, certi di avere in lei un interlocutore aperto a questi temi, non solo per dovere istituzionale. Nei territori colpiti dal sisma ci sono oggi ferite aperte che, apparentemente di minore importanza, rischiano con il tempo di farsi sentire in tutta la loro criticità e dimensione; ci sono danni a carico di buona parte del patrimonio storico e monumentale, in particolare religioso, le cui condizioni precludono ad intere comunità, da ben due anni, l'utilizzo dei propri centri di aggregazione e delle proprie chiese. Alla luce di questo, essendo noi convinti che una delle massime espressioni della laicità di uno stato debba riconoscersi nell'aiuto e nel sostegno continuo a tutte le forme di espressione e di aggregazione civile e religiosa, essendo noi consapevoli che il recupero e la salvaguardia di tutti i beni culturali abbia innanzitutto un valore di tutela e promozione delle radici, anche valoriali, così come delle espressioni di unicità dei nostri territori, vorremmo oggi chiedere a lei ed al suo ministero un'attenzione particolare verso questa realtà. Perché se è vero che il progresso di un popolo si può misurare dal grado di evoluzione della propria tecnologia, è altret-tanto vero che la civiltà di quello stesso popolo si misura dal rispetto e dall'amore delle proprie tradizioni, del proprio passato, e del proprio patrimonio storico e artistico. Siamo fermamente convinti che il costante impegno profuso dalle popolazioni di queste zone per la ricostruzione del tessuto produttivo e sociale, caratterizzato da momenti di grande solidarietà operosa, ha oggi bisogno di un ultimo aiuto da parte della collettività. Tra i compiti della politica vi è innanzitutto quello di governare il territorio dando risposte concrete ai bisogni della popolazione, e oggi questa attività, in queste terre, si può concretizzare attraverso un'attenzione particolare alla ricostruzione di quelle che non sono solo testimonianze simboliche, così come è emerso nei lavori del secondo congresso provinciale svoltosi lo scorso fine settimana. Le nostre comunità le sarebbero grate se tre le molte responsabilità da lei assunte vi potesse essere uno spazio anche per questa che la Margherita bresciana le consegna con amicizia. Francesco Tiboni (Centro formazione politica DI La Margherita Vobarnò), Gian Antonio Girelli (segretario provinciale Di La Margherita Brescia) Emilio Del Sono (deputato Ulivo DI La -Margherita Brescia), Guido Galperti (capogruppo consiglio regionale Lombardia Dl La Margherita Brescia)