ECONOMIA FINANZA home economia finanza ROMA - Fintecna cerca partner privati per gestire e sviluppare il mattone di Stato. L'operazione partirà l'anno prossimo, appena completata la procedura di razionalizzazione e concentrazione degli immobili del gruppo, residui di ristrutturazioni (siderurgia, impiantistica, manifatture tabacchi) o trasferiti dal demanio negli ultimi anni per drenare liquidità a favore del Tesoro. Il progetto, denominato «Spin off immobiliare» nel piano industriale 2004-2006 della holding posseduta al 100 dal ministero dell'Economia che ha incorporato l'Iri, è in via di realizzazione con il trasferimento degli immobili a una nuova società veicolo, dotata di autonomia operativa, la Fintecna Immobiliare Srl. La società è guidata da un cda di cinque componenti, presieduto da Vincenzo Dettori, già direttore del personale Iri, ora vicepresidente di Fintecna holding. La «gestione operativa delle attività» è affidata all'avvocato Vincenzo Cappiello, consigliere della società e direttore generale della controllante Fintecna. Gli altri consiglieri sono Bruno Curti, Pierpaolo Dominedò, Davide Iacovoni; Andrea Monorchio è presidente del collegio sindacale, fotocopia della holding. È previsto il conferimento nella Fintecna Immobiliare di cespiti e partecipazioni per un valore di libro di circa 800 milioni di euro, compresi immobili dell'ex Cimi-Montubi, localizzati soprattutto a Roma, Torino e Milano. Il valore di mercato è più elevato. L'obiettivo di Maurizio Prato, presidente e a.d. di Fintecna Spa, è trovare «un partner industriale, non un immobiliarista», con una quota fino al 49-50 della società, lasciando a Fintecna il 50-51 delle azioni, «che abbia interesse a consolidare e sviluppare l'attività sul mercato insieme alla società pubblica». Il socio dovrebbe investire insieme a Fintecna, senza clausole-paracadute né rendimenti garantiti. L'obiettivo di medio termine è la riduzione della partecipazione di Fintecna, anche attraverso la Borsa. Il profilo dei possibili partner è quello di banche, potrebbe rientrarvi anche un operatore specializzato come Pirelli Real Estate. Vengono esclusi costruttori o immobiliaristi, quali potrebbero essere Caltagirone, Lamaro-Toti o Ligresti. All'inizio del 2007 partirà la ricerca degli advisor per selezionare i partner. Mediobanca e Banca Leonardo di Gerardo Braggiotti, già consulenti di Fintecna per alcune operazioni, potrebbero nuovamente avere un ruolo chiave. Il bilancio di Fintecna dice, al capitolo immobiliare, che «l'attività di valorizzazione e commercializzazione ha consentito nel 2005 realizzi per 755,5 milioni tenendo conto anche delle offerte accettate, mentre i ricavi da locazioni sono stati pari a 43,5 milioni. (...) i realizzi immobiliari di Fintecna negli ultimi anni ascendono a 1.820 milioni di euro». Con 254 dipendenti a fine 2005, la holding guidata da Prato conduce un'azione autonoma ed incisiva nell'immobiliare e nella gestione di contenziosi e liquidazioni (si è appena chiusa la Finmare), mentre è legata alle determinazioni del Governo per la gestione ed eventuale dismissione di partecipazioni industriali come Fincantieri, Tirrenia, Alitalia Servizi, per le quali c'è un sostanziale immobilismo politico. Gianni Dragoni