Cgil, Uil e Rsu sulla situazione dei libri di archeologia e storia dell'arte «TROVARE una nuova e più idonea sede per la biblioteca di Archeologia e Storia dell'Arte di Palazzo Venezia», Cgil, Uil e Rsu lamentano la mancanza di spazi per i libri di storia dell'arte custoditi all'interno del monumento che fa parte del Polo Museale Romano. E lo fanno diffondendo volantini in piazza: per sensibilizzare il pubblico e trovare, finalmente, una soluzione. Tra le richieste, quella di riqualificare le figure tecnico-scientifiche che lavorano all'interno della struttura e soprattutto «individuare una dirigenza e insieme investire nella cultura, senza dimenticarsi delle biblioteche. Queste ultime potrebbero rappresentare una preziosa risorsa per la crescita complessiva del paese». Sono centinaia gli studiosi e gli studenti che, quotidianamente, occupano lo spazio di Palazzo Venezia: lo scopo è quello di raccogliere materiale e consultare cataloghi d'arte. La protesta di ieri, a questo proposito, è stata tesa a far emergere il problema-Palazzo Venezia. Affinché la biblioteca venga fornita di nuovi strumenti: tra i progetti messi in campo quello di far traslocare libri e scaffali all'interno di una qualsiasi caserma inutilizzata, o ancora di ristrutturare e riconvertire un edificio preesistente (come è successo per lo spazio del Macro nei pressi di viale Regina Margherita, ex stabilimento Peroni). E, quindi, trovargli uno spazio più consono. Mentre in strada si andava avanti con la distribuzione di volantini, al primo piano di Palazzo Venezia prendeva il via la presentazione della digitalizzazione di 115 periodici - porzione dell'editoria che va dal 1700 al 1900 - finalmente a disposizione del pubblico. Nonostante i libri siano centinaia di migliaia e reclamino maggiore spazi nella Capitale, la biblioteca continua nell'opera di modernizzazione, mettendo in campo nuove tecniche che permettono una più veloce consultazione. A presentare l'iniziativa Adriano La Regina, il direttore del Dipartimento di Italianistica de «La Sapienza» Quondam, la dott.ssa Muriann e Scala, dalla direzione dei Beni Culturali del ministero.