C'è una casa, a Roma, dove si conserva un autentico tesoro: una quantità di manoscritti, lettere, cartoline, diari, documenti vari, in buona parte ancora inediti, custoditi con cura intelligente da una signora schiva e riservata, Raffaella Acetoso, erede per parte di padre del patrimonio artistico e letterario di Umberto Saba e di Carlo Levi. In questo straordinario fondo si trovano, in una mescolanza da capogiro che fa rivivere un periodo di grande interesse per la cultura italiana, autografi di Elsa Morante e di Papini, di Ungaretti e di Calvino, di Piovene e di Caproni, di Guttuso e di Montale, di Giacomo Debenedetti e di Pablo Neruda oltre che, naturalmente, di Saba, di sua figlia Linuccia, e di Carlo Levi. E questi sono solo alcuni nomi in una lista di mostri sacri che offre continue sorprese e che sembra non esaurirsi mai. Molte carte di Umberto Saba e di Carlo Levi conservate in casa Acetoso costituiscono il solido nucleo su cui poggia un libro di Silvana Ghiazza, Carlo Levi e Umberto Saba, Storia di un'amicizia (Edizioni Dedalo), un lavoro minuzioso di ricerca su documenti, alcuni dei quali inediti, poco noti o finora ritenuti anonimi, come gli scritti critici su Saba di Carlo Levi che ha anche seguìto a lungo, con vigile attenzione, le aggrovigliate vicende editoriali delle opere dell'amico. La ricostruzione storico-biografica dell'incontro tra i due artisti si basa spesso su un carteggio, in gran parte inedito, intercorso tra Saba e Levi e mette in luce e approfondisce, talvolta con un andamento quasi romanzesco, una storia complessa, piena di luci e di ombre, una amicizia e un legame culturale costruiti su affetti e interessi che avvicinano Levi all'anziano poeta tormentato, malato e spesso sull'orlo del suicidio. Tra i due artisti si pone, come prezioso tramite, l'unica figlia di Saba, l'adorata Linuccia, che per molti anni è stata la compagna di vita di Levi il quale, nelle lettere dirette a Saba e a Linuccia, ha lasciato la testimonianza di una straordinaria capacità di comprensione e di dedizione, sentimenti tenuti vivi talvolta con difficoltà e buona volontà, nei confronti di un uomo profondamente sensibile, ma anche schivo, introverso e possessivo qual'era Saba. Anche una manifestazione culturale ha contribuito recentemente a mettere in luce l'importanza delle carte e degli oggetti custoditi in casa Acetoso. Da lì, infatti, è stato raccolto il materiale (documenti letterari, fotografie e cimeli) esposto a Trieste, a palazzo Costanzi, in una recente mostra dedicata a Umberto Saba per ricordare i 120 anni dalla nascita del grande poeta.