La soprintendenza: Rutelli nomini un team di tecnici La Confederazione Italiana degli Archeologi giudica con preoccupazione l'ipotesi circolata nelle ultime settimane. E auspica l'intervento del ministro Rutelli, perché nomini subito un nuovo soprintendente archeologico per la cittadina alle porte della Capitale. Mentre sottolinea che l'accorpamento «metterebbe a serio rischio la gestione della tutela del territorio, l'organizzazione e la valorizzazione delle aree archeologiche e delle sedi espositive ad esso competenti». Diverse sono invece le ragioni avanzate dagli archeologi della Confederazione italiana, che in una nota esprimono solidarietà «a tutti i lavoratori e archeologi della soprintendenza archeologica di Ostia, comprendendo il loro disagio per la mancanza di un Soprintendente e condividendone la preoccupazione generata dalla ventilata notizia dell'accorpamento con la Soprintendenza Archeologica di Roma». «Considerando le difficoltà gestionali legate alla complessa organizzazione della Soprintendenza Archeologica di Roma - spiegano inoltre - ci si chiede in quale maniera si ritenga possibile che un unico dirigente responsabile possa assicurare la massima efficienza nell'amministrazione di un'importante struttura di queste proporzioni». L'accorpamento di tutti e due gli istituti, fanno notare, contraddirebbe tra l'altro il percorso verso il decentramento avviato da anni nella Pubblica Amministrazione. Infine l'esempio recente della Soprintendenza archeologica del Lazio, prima accorpata a quella della Etruria Meridionale e poi separata «dopo le sollecitazioni dei lavoratori e dell'opinione pubblica». Da qui l'auspicio di un «intervento che sia decisivo e immediato del ministro Rutelli affinché si possa provvedere alla immediata nomina di un Soprintendente per la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Ostia, mantenendo la separazione dalla Soprintendenza Archeologica di Roma». L'obiettivo finale è, «permettere a entrambi gli istituti di assolvere al proprio fondamentale ruolo di tutela e valorizzazione dell'intero territorio e del patrimonio archeologico di loro competenza».