Il museo invita Rutelli e ipotizza di restituire la Venere. Resterà in California invece il capolavoro in bronzo di Lisippo Intanto tra Egitto e Francia scoppia il caso dei capelli del Faraone in vendita su Internet Il Getty Museum di Los Angeles ci ripensa, ma solo a metà: restituirà all'Italia la Venere di Morgantina fra un anno se non potrà dimostrare che le appartiene in tutta legalità. Tuttavia manterrà la linea dura sull'altro capolavoro richiesto dall'Italia, un bronzo greco attribuito a Lisippo trovato al largo di Fano. Lo ha scrive sul Los Angeles Times il direttore del «Getty», Michael Brand. Il responsabile del museo, pronto a riprendere i negoziati, ha invitato il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli (che in una lettera si dice pronto anche lui a negoziare, pur esigendo il bronzo greco) a visitare la «Getty Villa» a Los Angeles, che ospita entrambe le statue. Rutelli in questi giorni si trova in Usa. Intanto, un caso simile sembra aprirsi tra Egitto e Francia. L'archeologo responsabile del patrimonio culturale del Paese dei Faraoni, Zahi Hawass, ha minacciato la rottura dei rapporti bilaterali con Parigi se non indagherà con la «massima rapidità e serietà» sulla messa in vendita su Internet di ciocche di capelli della mummia di Ramsete II. Ieri la polizia ha fermato a Grenoble, un uomo di 50 anni che ha messo in vendita sul sito vivastreet.fr per 2000 euro «ciocche di capelli» e altre parti della mummia del faraone. L'uomo ha detto di esser entrato in possesso dei reperti perché il padre partecipò all'analisi della mummia, quando fu inviata a Grembole, tra il 1976 e il 1977.